Nota stampa di Cambia Paola

In settembre Cambia Paola aveva espresso un pubblico apprezzamento per la politica nazionale del PD che, sotto la guida del segretario Zingaretti, sembrava voler riorientare il partito verso il proprio tradizionale spazio politico progressista, dando segno di riguadagnare una visione solidale e meridionale per molto tempo trascurata. Del pari, aveva dichiarato di approvare le politiche emergenziali promosse dal Governo Conte e aveva apprezzato il nuovo corso del Movimento 5 Stelle.

Gli scossoni delle ultime settimane sembrano aver azzerato questo circolo virtuoso, l’unico che possa impedire ad una destra padronale, reazionaria, maschilista, razzista e sovranista di occupare pericolosamente le istituzioni locali e nazionali. Giuseppe Conte – pur senza mai essere stato sfiduciato dalle Camere – è stato spinto alle dimissioni dal caos generato da Matteo Renzi, esecutore materiale di un patto scellerato, di sicuro preesistente alla crisi, con i settori della peggiore restaurazione parassitaria, evidentemente risvegliata dalla prospettiva di uscire dalla crisi grazie alla diffusione dei vaccini e interessata a spendere il denaro guadagnato da altri. Lo stesso Zingaretti è stato costretto alle dimissioni da un partito ancora troppo popolato da peones renziani, al punto da mettere in forse la sua leadership al prossimo imminente congresso. Ancora una volta pulsioni antidemocratiche (modello “saudita”?) hanno lavorato per neutralizzare la chiara investitura ottenuta dal segretario nel corso delle ultime primarie del partito.
E’ del tutto evidente – e i primi sondaggi già lo confermano – che lasciare che le cose seguano questo corso significa aprire la strada a una vittoria a man bassa dell’ultradestra alle prossime tornate elettorali, con ogni conseguenza sul piano della tenuta democratica del Paese.

La situazione non è migliore al livello locale. Il PD resta inesistente e disorganizzato, trasformato in macchina elettorale privata di chi ritiene che basti apparire sempre per sembrare realmente impegnato a risolvere i problemi. La stessa scelta di Nicola Irto quale candidato di bandiera in vista delle prossime elezioni regionali la dice lunga sulla totale assenza di ambizione di un partito che non sa più che via prendere.

Il mutato stato di cose induce Cambia Paola a rilanciare la propria iniziativa, impegnandoci alle prossime primarie affinché Zingaretti ritorni alla guida del PD e a tal fine lanciamo un appello a tutte le forze progressiste.
Naturalmente saranno necessarie contromisure per evitare di ricadere nuovamente nell’attuale situazione: lo stesso Zingaretti prenda chiari impegni che vadano nel senso di una seria riforma statutaria del partito, che lo renda forte perché fondato su valori condivisi e radicati di uguaglianza, tutela del lavoro e difesa delle fasce deboli; che neutralizzi i personalismi e riporti nelle sezioni la discussione coinvolgendo seriamente associazionismo e società civile; che persegua in maniera convinta l’alleanza con Il M5S e con LEU rafforzando le esperienze amministrative di centrosinistra; che riprenda a percorrere la strada dell’alternativa al centrodestra e alle forze reazionarie e sovraniste.

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