Di Iacchite.blog

Ad Amantea non è la prima volta che, in presenza di arresti eccellenti, si avviano le procedure per lo scioglimento del consiglio comunale. Il precedente risale al 2008, all’indomani dell’operazione “Nepetia” nella quale era incappato ancora una volta il solito Franco La Rupa.

Il decreto di scioglimento del Presidente della Repubblica era arrivato il 4 agosto 2008 su proposta del Ministro degli Interni e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ma circa due anni dopo lo scioglimento era stato annullato dal Consiglio di Stato.

Il consiglio comunale di Amantea era stato sciolto in seguito ai risultati dell’inchiesta “Nepetia” sulla scorta dei quali la Prefettura di Cosenza aveva ravvisato il pericolo di infiltrazione mafiosa all’interno dell’ente comunale, che si sarebbe manifestata in particolare nell’ambito della gestione dell’area portuale.

Contro il provvedimento di scioglimento del Consiglio era stato presentato un ricorso in cui, spiegava l’avvocato Carbone, “il sindaco e i componenti della giunta comunale evidenziavano come l’operato della Giunta fosse stato caratterizzato dalla massima trasparenza e legalità, e da una serie di iniziative che avevano evidenziato la volontà politica di eliminare ogni disservizio cittadino ed ogni possibile contiguità con la criminalità organizzata”.

In primo grado, tuttavia, i giudici amministrativi di Catanzaro, pur dando atto di tale volontà politica, non avevano ritenuto che il ricorso fosse meritevole di accoglimento.

Al contrario il Consiglio di Stato, con dispositivo del 30 marzo 2010, aveva clamorosamente accolto la tesi dei ricorrenti.

Tra le 39 persone arrestate nell’inchiesta denominata “Nepetia” c’era anche l’assessore comunale Tommaso Signorelli, all’epoca del PD, candidato a sindaco (non eletto) alle ultime elezioni del 2017. Signorelli nelle ultime elezioni regionali del 2014 si era candidato anche nelle liste dei Socialisti Uniti-Psi a sostegno del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti.

Signorelli non è stato poi eletto. Sulla candidatura di Signorelli era scoppiato un caso che aveva animato la campagna elettorale. Poche ore dopo la presentazione delle liste, infatti, era stato lo stesso Scopelliti a intervenire per chiedere che venissero messi fuori due candidati “non graditi” facendo proprio i nomi di Signorelli e di un altro candidato presente nella lista “Noi Sud’‘, Antonio La Rupa, figlio del consigliere regionale uscente Franco, già sindaco di Amantea e indagato nella stessa inchiesta. Antonio La Rupa ha successivamente annunciato il ritiro dalla competizione. Signorelli aveva ottenuto proprio ad Amantea 1.289 preferenze.