Viaggiare per ritrovare se stessi e per perdersi nella serenitá

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Di Valentina La Difficile (Blogger e Podcaster)

Ormai è scritto ovunque, sotto ogni post, in qualsiasi aforisma su Facebook prima delle vacanze, che viaggiare arricchisce e fa bene.
A livello psicologico ognuno ha le sue ragioni, ce ne sono diverse, alcuni si sentono felici solo con lo zaino in spalla, per altri è la semplice scelta opportuna di staccare dalla routine. La scienza ci dice che riduce lo stress, riempe il nostro bagaglio culturale, aumenta la nostra autostima, poiché ogni posto ci mette sempre di fronte a delle tappe e delle situazioni da affrontare.
Per me il modo migliore per viaggiare è da soli, poiché accresce davvero di molto la propria crescita personale, e non è questione di essere o meno asociali, anzi puoi costruire tante nuove amicizie, ma è per “sentire” maggiormente il proprio cambiamento . Io quando non riesco ad adattarmi alla routine quotidiana, ho bisogno di scappare… Cambiare aria aiuta ad alleggerire anche i pensieri, a maturare con loro, ad apprezzare ciò che si possiede, ed a capire ciò di cui abbiamo bisogno davvero.

Abbiamo due categorie di viaggiatori, l’avventuriero e l’elitario, in questi si crea una netta differenza su come si sente quella sensazione di crescita e cambiamento; gli elitari che amano la comodità, e l esclusività nei posti in cui vanno, non hanno intenzione di conoscere la cultura ed il paese dove sono arrivati, ma bensì sentono solo il divertimento e scappano dalla routine di tutti i giorni, ma se cercate di uscire un po’ da quel guscio dorato sentirete veramente il viaggio,entrando nella cultura in cui vi trovate, non rimarrà un semplice divertimento ed un portafoglio vuoto, bensì la totale libertà dalla vita da cui scappate; mentre l avventuriero pensa che ha già tutte le risposte, che sa bene come viversi il viaggio, cercando sempre posti al di fuori dal turismo forse ha ragione, invece io consiglio di dare una sbirciatina anche in posti più esclusivi, per capire anche una prospettiva diversa di quel paese, ogni tanto lasciate la parte “wild”, altrimenti come l’elitario si rimane chiusi sempre da una parte senza scoprire realmente ogni forma di una determina città, regione, paese. Insomma secondo me si cresce e si impara viaggiando solo se realmente si è aperti a 360 gradi, per conoscere a fondo la propria meta. Si è vero, spostarsi aiuta, ci cambia, ci migliora, ma bisogna farlo anche nel modo giusto. Altrimenti rimarrà solo un posto che avete visto, recensito e mai vissuto.

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