La storia di Filippo, il supereroe che combatte contro il cancro

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Di Francesca Lagatta

Chi nei giorni scorsi ha visto il noto street artist Antonino Perrottaaggirarsi per le vie di Marcellina, frazione di Santa Maria del Cedro, ha subito intuito che di lì a poco su qualche parete sarebbe apparso un dipinto, un volto, o forse uno sguardo, a raccontare una nuova emozionante storia o un evento che ha cambiato il corso della storia. E quando l’artista diamantese ha cominciato a disegnare il soggetto della sua prossima opera d’arte sul muro di un’abitazione, tutti hanno capito che si trattava di qualcosa di speciale. Poco dopo, infatti, si è scoperto che quella parete avrebbe ospitato un enorme Supermanper rendere omaggio a un supereroe dei nostri tempi che lotta da tempo contro un tumore al cervello senza mai aver perso la grinta. Il supereroe in questione si chiama Fillippo Sangineto, ha vissuto in quella casa fino a prima di sposarsi e ci torna spesso per riabbracciare sua madre. Il dipinto lo ha commissionato lui, perché è così che si sente, un combattente con poteri “speciali” che lo hanno strappato a un destino già segnato.

La storia

Filippo ha una vita piena ed entusiasmante. Ha un lavoro, una famiglia, ha tanti amici che lo adorano e quando può frequenta i campi di calcio, apparentemente sembra scoppiare di salute. Un giorno, però, quando è solo a casa ha un malore e si accascia al suolo. Ha giusto il tempo di allertare i soccorsi. Quando la moglie e il collega arrivano, la situazione è drammatica. Caricato sull’ambulanza, farà sosta prima all’ospedale di Cetraro, poi a Cosenza, dove i medici capiscono che la situazione è grave. Dopo gli accertamenti, Filippo otterrà un ricovero all’istituto neurologico Carlo Besta di Milano e lì i medici daranno l’agghiacciante diagnosi: tumore al cervello in stadio avanzato. Non escludono che il male si sia sviluppato già molto tempo. Non c’è un minuto da perdere.

Di LaCews

Ma il destino, com’è solito fare in certi casi, si accanisce sul giovane e due giorni prima dell’operazione, suo padre viene a mancare. Forse non ha retto al dolore. E a Filippo sembra di vivere un incubo.

Chiunque, innanzi a un quadro simile, avrebbe gettato la spugna. Ma Filippo no, non la dà vinta al destino. Come previsto, si sottopone alla delicata operazione e per alcuni giorni è costretto a letto. I medici consigliano riposo assoluto, ma Filippo si guarda attorno, non smette di pensare, vede la sofferenza sui volti della madre e della moglie, sente la voce della figlioletta che lo cerca, capisce che deve lottare. Non è il momento di andarsene. Contro ogni parere, Filippo si rimette in piedi, ha i capogiri ma non demorde e per dimostrare alla sorte chi comanda, fresco d’operazione sale tre gradini. Da solo. Il recupero è lento ma graduale, passano poche settimane e Filippo torna alla sua vita, riabbraccia i suoi amici, riprende a lavorare e segue le cure alla lettera. Il suo corpo reagisce e i suoi sforzi vengono ripagati. L’esito della tac post operatorio gli danno ragione: il tumore è regredito vistosamente. La strada è ancora lunga e tutta in salita, ma forse è già il tempo di sperare in una guarigione.

«Non vi arrendete mai, lottate»

Filippo respinge ogni commiserazione, dice innanzi all’amore travolgente dei suoi cari, che non lo hanno lasciato solo un minuto, non avrebbe potuto far altro che lottare come un leone e oggi che ha ripreso in mano la sua vita, ha un messaggio da lanciare a quanti stanno vivendo il suo stesso dramma: «Non arrendetevi mai, combattere, anche dal cancro si può guarire, tutto è possibile».

Superman contro il cancro

Filippo lo sa, senza la sua forza interiore forse le cose sarebbero andate diversamente: «Penso a quello che ho passato e oggi sono qui a raccontarlo, per questo mi sento un supereroe». E allora perché non trasformare le emozioni in un dipinto e dare forza e coraggio a chi sta soffrendo le stesse pene. Così, assoldato Antonio Perrotta,Superman prende forma sul muro della sua casa «perché chiunque guardi questo dipinto – dice lo street artist –deve sentirsi rappresentato e sapere che c’è una via d’uscita». Anche in una Calabria martoriata dalla malasanità. Ognuno può diventare il supereroe di se stesso.

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