Ora che i numeri sanitari sulla pandemia covid-19 assumono dimensioni rassicuranti, nonostante il “freno a mano” azionato dalle Istituzioni, c’è nell’aria la voglia di ricominciare con le vibrazioni della normale quotidianità. Ciò si percepisce, giorno dopo giorno, dall’inizio della fase 2. Sempre più gente per strada, aperti quasi tutti i negozi e bar, gruppi familiari davanti alle vetrine in attesa di entrare, coppiette all’entrate delle gelaterie in attesa del primo gelato, qualcuno sulla spiaggia, tanti su e giù sul lungomare.
Questo è ciò che emerge nel pomeriggio di domenica 31 maggio per le strade di Amantea. Giorno 3 giugno inizierà la fase 3 con il “liberi tutti” nazionale che consentirà, nella sostanza, tutte le pratiche del modello esistenziale di ciascun cittadino.
I consumi determinati dalle presenze indigene aumenteranno in progressione. La vera sfida sarà nel settore del turismo, da quanta voglia avranno gli italiani a muoversi oltre la prossimità territoriale. In ogni caso occorre una adeguata organizzazione anche per accogliere i soli corregionali, creando le necessarie condizioni di ospitalità offrendo un territorio piacevole da vivere, pulito nella pienezza del decoro urbano. Purtroppo così non è in questo momento ad Amantea e qualche voce dal territorio dovrebbe echeggiare.
Naturalmente la vera ripresa economica si avrà solo quando saranno consentiti gli assembramenti e gli eventi accomunanti: battesimi, comunioni, cresime, matrimoni, anniversari, e tutte le pratiche civili e religiose di massa.
Se i coefficienti di contaminazione scenderanno ai livelli minimi di “convivenza” fisiologica con il coronavirus, penso che dal 3 giugno in poi sarà una rapida corsa verso tutte le pratiche dell’assembramento.


Antonio Cima 31-05-2020 Fonte Webiamo.it foto Webiamo.it

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