Di Martino Ciano

“Dovrebbe essere l’estate della ripresa, ma su di noi pende la spada di Damocle delle proroghe. Chiediamo al Governo una legge sufficientemente adatta, perché ormai siamo esasperati”. Questo quanto ci ha dichiarato il presidente del Sindacato italiano balneari della Calabria, Antonio Giannotti, da noi contattato telefonicamente. L’estate è arrivata, sul Tirreno cosentino le strutture balneari sono già pronte ad accogliere i turisti, ma ormai si vive in un limbo. La contraddizione è la seguente: gli imprenditori hanno tra le mani certificazioni e atti stipulati sulla base della proroga fino al 2033, la sentenza del Consiglio di Stato invece ha imposto che dal primo gennaio 2024 le concessioni vadano all’asta, quindi la proroga del rinnovo automatico scadrebbe nel 2023. In questo modo la categoria non sa come deve comportarsi. “In queste ore il Consiglio dei Ministri avanzerà la sua proposta di legge –ha detto Giannotti– ma pretendiamo che ci ridoni quella tranquillità che finora ci è stata tolta e che continua a essere minacciata”. Ma come si prevede la stagione balneare? “Siamo più che ottimisti –ha detto Giannotti– ma come detto siamo confusi, perché ognuno di noi vorrebbe sapere se i nostri sacrifici verranno riconosciuti o se verranno cancellati”.

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