Sequestrata in casa, ma era un litigio “Volevo mettere paura a mio marito, gli voglio bene”

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Sono quelle storie in cui si capisce al volo che c’è, sì, del malessere, legato ad un rapporto profondo di amore possessivo, nonostante un fidanzamento ed un matrimonio che hanno unito la coppia per 23 lunghi anni. Alla base una gelosia dell’imputato 41enne, che non conosce limiti,  nei confronti della moglie 37enne e che troppo spesso scaturisce in litigi e discussioni dove, per come dichiarato dalla stessa moglie sfociano spesso a suon di schiaffi da entrambi le parti. Poi lei va via, scappa da casa, ritorna dal marito, poi scappa di nuovo, lo querela e poi però, il troppo amore la riconduce sempre da lui. Questo è quanto emerso dalla prima udienza tenutasi ieri davanti al giudice monocratico De Vuono presso il Tribunale di Cosenza. La difesa del 41enne, rappresentata dall’avvocato Chiara Penna ha chiesto per conto del proprio assistito il giudizio abbreviato condizionatoalle nuove prove acquisite dal giudice: la testimonianza della parte offesa, i messaggi che quest’ultima ha inviato al marito dopo i fatti e la querela presentata dal 41enne nei confronti della moglie.

LA MOGLIE RIMETTE LA QUERELA NEI CONFRONTI DEL MARITO

Questa mattina la 37enne si è recata davanti all’ufficiale di polizia giudiziaria per ritirare la querela contro il marito dichiarando che al momento dei fatti era stata colta da un momento di rabbia dopo un litigio molto acceso con il marito. Spiega anche che chiamando i carabinieri non pensava che avrebbe fatto arrestare il marito perchè di fatto non l’aveva sequestrata in quanto voleva solo mettergli paura. La donna sottolinea come non sia stata costretta da nessuno a ritirare la querela e che soprattutto non ha paura del marito.

LA TESTIMONIANZA RESA IN AULA

In sintesi le dichiarazioni presentate alle forze dell’ordine per il ritiro della querela sono state ampiamente dibattute in udienza nella giornata di ieri. In aula la 37enne ha risposto alle domande della difesa, dell’accusa e del giudice ammettendo di avere chiamato i carabinieri per mettergli paura perchè è troppo geloso e sono tanti i litigi tra i due.

«Quella mattina ho chiamato i carabinieri perchè mio marito era andato a firmare e mi ha chiuso in casa per dieci  – quindici minuti. Prima di questo fatto avevamo avuto una lite di gelosia ed altre cose – dichiara la 37enne, moglie dell’imputato, teste della difesa di quest’ultimo che ha chiesto se il marito l’avesse fatto di proposito. «Non mi ha chiuso di proposito, io avevo anche il cellulare. Ho chiamato perché ero impaurita che magari non potevo uscire».

 

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