Quando i social aumentano la maleducazione

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Di Valentina La Difficile (Blogger e podcaster)

La maleducazione si trova ovunque ormai, alimentata ancora di più dai social che ci permettono di esprimere tutto ciò che realmente pensiamo nell anonimato assoluto, oppure perché sentiamo il bisogno di sfogarci con uno sconosciuto che ha magari qualcosa in più di noi, e quindi si sfocia nella cattiva educazione nel giudicare qualcuno senza conoscerlo davvero.

Si dimentica spesso che esistono molti punti di vista e per questo si creano pensieri diversi sul tipo di maleducazione che andiamo ad affrontare, per qualcuno parlare a voce alta in un treno durante il viaggio non è una mancanza di rispetto, per altri invece si,e per altri passare avanti ad una fila significa essere più furbi e non una mancanza verso altri; sicuramente la visione diverse delle cose e dei nostri comportamenti esiste perché siamo stati cresciuti ed educati secondo alcuni criteri, ed in diversi modi.
In questo caso quindi si potrebbe parlare non di maleducazione ma di ineducazione, per le due parole si pensa a sinonimi ma in realtà non è così!!!
Mentre la maleducazione viene da una visione più personale, l’ineducazione proviene da una la mancata educazione nel contesto familiare; per questo dare un nome a quei gesti fastidiosi verso le altre persone è più complicato di quello che sembra, derivati dalla “storia familiare” o come vediamo oggi, da contesti sociali o “social” che portano tutti a fregarsene del prossimo e pensare di più a sé stessi, le buone maniere restano sempre di più nei ricordi di tempi passati, dove le prime cose che si notavano di una donna e di un uomo erano sicuramente i comportamenti nelle varie situazioni, c erano delle gerarchie che anche nel semplice saluto si doveva seguire, altrimenti si veniva esclusi e visto come persone senza buoni principi.
È vero che non possiamo certo richiedere alla società di oggi di seguire le regole del settecento, perché come si dice spesso il troppo stroppia, ma una via di mezzo non sarebbe male, capire che non siamo gli unici, che la società funziona perché creato da un insieme, ma sopratutto ricordarsi dell’effetto farfalla, un piccolo gesto di buona educazione verso una singola persona può portare ad una serie di eventi che susseguendosi porteranno a tanti buoni gesti verso altri.

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