“Commentando ieri su queste pagine le difficoltà derivanti dalla mancata soluzione delle criticità evidenziatesi da anni per le acque di balneazione , a cui si aggiungevano le ulteriori difficoltà alle attività turistiche derivanti dalle misure introdotte dal Comune di Praia a Mare con l’ultima ordinanza n. 272 del 27.05.2020, scrivevamo che era necessario EVITARE che nella fase di libera circolazione delle persone tra le varie regioni, a dare le direttive fossero le singole amministrazioni locali con provvedimenti isolati sul territorio che non rispecchiando gli orientamenti generali regionali finissero per risultare inutili ed anacronistici e che in tal modo potessero arrecare solo danni economici alla comunità locale. Giacché siamo intervenuti a tale riguardo intendiamo concludere il nostro ragionamento.
Siamo stati facili profeti? Infatti la Regione Calabria in merito alla libera circolazione tra le regioni, con Ordinanza n. 49 del 03.06.2020, pur mantenendo un livello di attenzione e precauzione elevati in relazione al prossimo flusso in entrata di turisti nel territorio regionale, oltre alle normali misure già note di precauzione (assembramenti, mascherine, distanza interpersonali, misure igieniche, divieto di ingresso, ecc) ha ordinato esclusivamente che dal 3 giugno le persone fisiche che arrivano in Calabria per soggiornarvi temporaneamente devono registrarsi prima del proprio arrivo attraverso il portale www.rcovid19.it indicando luogo di provenienza, luogo di destinazione , periodo di soggiorno.
Gran parte delle misure contenute nell’ Ordinanza del Comune di Praia a Mare n. 272 relativamente alla presenza turistica in entrata sul proprio territorio non trovano riscontro nell’Ordinanza della Presidente della Regione Calabria e con tutta probabilità costituiscono un caso unico nel panorama delle ordinanze di questa fase nel territorio regionale. Tali misure obiettivamente costituiscono dei fattori limitativi negli spostamenti in entrata nel comune di Praia a Mare rispetto ad altre realtà territoriali con le conseguenze facilmente immaginabili sull’intera economia cittadina. Per queste ragioni sarebbe auspicabile che il comune di Praia a Mare, che non ha situazioni particolari rispetto agli altri comuni , provveda a revocare la propria Ordinanza n. 272 in modo tale che per chi viene a soggiornare a Praia a Mare valgono le stesse regole vigenti, ad esempio, negli altri comuni della costa, a Tortora, come a Scalea, come a Diamante o Belvedere, come a Tropea. Non si chiederebbe nulla di più, nulla di meno per dare agli operatori le stesse possibilità”.

Italia Nostra, sezione Alto Tirreno Cosentino

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