“A cosa servono gli investimenti pubblici per la ripresa post covid-19 se il mare calabrese, importantissima risorsa per il turismo estivo, continua ad essere inquinato in diversi punti.

La storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane ha fatto tappa in Calabria e dei 24 punti monitorati sulla nostra costa, la metà risulta oltre i limiti di legge. Di questi, due sono stati giudicati “inquinati” e dieci “fortemente inquinati”.

A questo stato dell’arte pietoso va ad aggiungersi la notizia di qualche settimana fa di una complessa attività di indagine in campo ambientale, numerose le sanzioni per scarichi oltre i limiti consentiti dalla legge, nonché per la mancanza delle relative autorizzazioni. Nella stessa operazione sono stati eseguiti 15 sequestri relativi ad impianti di depurazione e ad aree deturpate da fonti inquinanti

I miei solleciti, denunce e addirittura una petizione al Parlamento europeo sono stati costanti ma ci ritroviamo nuovamente nel bel mezzo di una stagione estiva con – dati alla mano – parametri non conformi.

Dei 900 agglomerati italiani colpiti dalle procedure d’infrazione inferte dall’Ue per criticità nei sistemi di depurazione, ben 188 sono in Calabria, anche per questo chiedo di conoscere se è stato predisposto un programma di efficientamento dei sistemi depurativi ricadenti nella procedura d’infrazione 2017/2181. Quella della buona depurazione deve essere una priorità per l’amministrazione regionale e ci aspettiamo in futuro maggiore trasparenza oltre che azioni concrete per superare le attuali problematiche e restituire un mare pulito a questa terra”.

Laura Ferrara, Europarlamentare del Movimento Cinque Stelle

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