“Ci siamo permessi, nella giornata di ieri, di fare la nostra disamina sui gravi problemi in cui versa Scalea in questa fase amministrativa, come al solito con tono moderato, senza alcun eccesso, né personalismi di alcun genere, dai quali rifuggiamo per principio. Una disamina doverosa, vista l’emergenza in corso, soprattutto per richiamare ciascuno al proprio dovere ed evitare l’indegno scaricabarile al quale si assiste da qualche tempo.
A distanza di poche ore il sindaco Perrotta, pur tenuto ad affrontare tante emergenze, non ha saputo rinunciare alla sua replica piccata ed offensiva, bollando infine le censure delle opposizioni come frutto di vuoti di memoria dovuti all’età.
Al di là dell’offesa gratuita, riteniamo di aver comunque conservato il buon senso necessario a capire che in questo momento la città si aspetta dal sindaco qualcosa di molto diverso da queste polemiche gratuite.
La città ha bisogno di soluzioni serie, che non si ottengono battibeccando con le opposizioni, né dicendo “non sono stato io, è stato lui”, né inviando lettere a tutti gli indirizzi di Ministri e Ministeri rinvenuti sull’elenco.
La politica è fatta di altre cose, di interlocuzioni dirette e personali, di continui viaggi presso gli enti coi quali si intende collaborare, di accordi che nascono dal dialogo, dal contatto, dalla presenza fisica, dalle reti di condivisioni che si intessono nel tempo. Già essere arrivati ad agosto senza avere un minimo di relazioni politiche ed istituzionali sulle quali contare è grave, se poi ci mettiamo a cercare queste collaborazioni inviando missive di quel genere cosa ci vogliamo aspettare?
Ci sarebbero poi i mezzi offerti dalla legge ai sindaci per far fronte alle emergenze gravi (art. 191 D.Lgs 152/06), messi in atto in questi giorni dal sindaco di Crotone, per esempio, ed anche di questo vorremmo sentir parlare, perché l’assunzione di certi ruoli comporta anche dei rischi, che val la pena correre quando si tratta di preservare la collettività.
Certo, non sarà la dietrologia a tirarci fuori da questo momentaccio, né lo scaricabarile, né ci aiuteranno le battute offensive, laddove occorrono una politica fatta come si deve e il coraggio delle soluzioni forti, ma per il momento ci sembra di poter sperare soltanto sulla buona sorte e, magari, su qualche soluzione da parte della Regione.
In ogni caso, è bene ribadirlo, il nostro intervento di ieri pomeriggio poneva l’accento su due questioni ben specifiche, che sembrano essere sfuggite all’attenzione del sindaco: l’essere arrivati impreparati alla stagione estiva su tutti i fronti, dalla spazzatura all’acqua potabile, per non parlare del mare sporco, ed inoltre, l’aver generato troppi disagi agli esercenti del balneare condizionando le loro concessioni a presupposti introdotti in corso di rinnovo ed in maniera irragionevole. In pratica l’amministrazione ha passato i lunghi mesi che precedono l’estate ad approvare aumenti di tasse e regolamenti di riscossione e ad inasprire il rinnovo delle concessioni per gli esercenti del settore balneare, senza mai occuparsi, per esempio, di programmi volti ad incoraggiare ed implementare la raccolta differenziata o a scoraggiare ogni forma di inquinamento del mare. Il record negativo è dato anche da queste cose, che peraltro intervengono nel peggior periodo della nostra economia. Su questo forse una parolina di riscontro sarebbe stata più utile di tante altre.
A ciò aggiungiamo ora il disappunto per la politica tributaria dell’ente, che dapprima, nonostante le nostre vive proteste, ha proceduto a portare le tasse ai massimi storici ed ora, dopo tante peripezie, si è determinata a riportarle ai livelli precedenti, cosa che noi chiediamo a gran voce da tanti mesi. Anche su questo evidentemente avevamo ragione, ma anche allora le reazioni nei nostri confronti non sono state del tutto composte. Il destino delle opposizioni è questo, dover osservare e dover subire attacchi anche quando si segnala un pericolo.
In ogni caso, questa è la nostra collaborazione per la città, controllare l’operato dell’amministrazione ed esporlo a disamina quando è il caso di farlo, né ci siamo sottratti all’invito di fare la nostra parte di fronte all’emergenza, purché ciò avvenga alla luce del sole, nella sede istituzionale di nostra pertinenza, il Consiglio Comunale, guardando la gente negli occhi, ma anche questo il sindaco ha dimenticato di dirlo”.

Gruppo Consiliare “Per Scalea”.

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