Daniele Nuzzi, militare calabrese di 48 anni morto per l’Uranio ed abbandonato dallo stato

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Daniele NUZZI aveva 48 anni, calabrese di Soverato, aveva prestato servizio nel 1^ Reggimento Carabinieri Paracadutisti del Tuscania. Dopo varie missioni in territori bombardati con l’uranio impoverito, rientra in Italia e si ammala. Ovviamente gli viene negato tutto dall’amministrazione militare e solo dopo qualche anno, attraverso il legale dell’Osservatorio Avv. Angelo Fiore Tartaglia ottiene il riconoscimento di vittime dal dovere, al momento aveva ancora in corso il procedimento giudiziario per il riconoscimento di un adeguato risarcimento. Ma la malattia c’è, e come tutti i soldati colpiti, la vita diventa un filo sottile al quale attaccarsi.

Daniele si affida alle cure di un oncologo che dice di curare queste patologie con sistemi innovativi e particolari. Daniele dice di star bene e viene definito il paziente “zero”. Daniele è morto ieri 15 aprile, non era sposato e non lascia figli, solo tanta amarezza e dolore per chi lo aveva conosciuto. Grande professionista serio e capace viene definito dal suo avvocato Angelo Fiore Tartaglia “persona di un eccezionale pregio umano” al punto che, sentendosi decisamente meglio dopo le nuove terapie che stava seguendo, consigliava anche altri colleghi malati di sottoporsi alle stesse. Con Daniele sono 365 i militari morti a seguito di tumori contratti in zone contaminate da uranio impoverito ed oltre 7500 i malati. La proposta di legge elaborata dalla IV commissione parlamentare d’inchiesta Scanu è pronta per essere presentata e discussa. Intanto il Ministero è bloccato! Centinaia di condanne ma la sfida con i famigliari dei deceduti ed i malati è ormai totale, il Ministero viene condannato anche per i ritardi dei pagamenti di sentenze passate in giudicato. A vedere come si comportano i vertici militari non importa chi governa ma l’importante è negare e resistere. Ora però un altro decesso si aggiunge alla lista sempre più lunga di militari morti per cancro al rientro dalle missioni e la necessità di arrivare ad una soluzione è affidata ad una proposta di legge sempre più osteggiata dall’apparato militare. Le famiglie ed i malati sono stanchi! Basta prendere in giro od illudere persone che soffrono, la questione uranio va affrontata e risolta la legge c’è e va approvata, perchè non si va avanti? Quali sono i motivi che ostacolano il percorso della chiarezza e della verità? L’Osservatorio anche questa volta andrà in fondo alla vicenda certo che la memoria e la sofferenza di Daniele, così come quella dei tanti soldati morti per l’incuria di qualcuno, verrà onorata.

ROMA 16 aprile 2019
OSSERVATORIO MILITARE
DOMENICO LEGGIERO

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