Di Francesca Lagatta, che ringraziamo

Il boss cetrarese Franco Muto non ha mai imposto l’acquisto del pesce dal genero Andrea Orsino, titolare della Eurofish, i ristoratori erano liberi di recarsi presso l’azienda di ingrosso del pesce fresco e congelato e scegliere i prodotti da acquistare, addirittura potevano anche rifiutare l’acquisto quando gli addetti a bordo dei furgoni targati Eurofish si recavano direttamente presso gli esercizi commerciali per proporre la vendita dei prodotti. Insomma, re del pesce, sì, ma grazie alla qualità del pescato e del servizio offerto, non di certo per costrizioni o minacce. È il riassunto delle testimonianze dei commercianti della costa tirrenica, per lo più ristoratori, che due giorni fa sono state rese ai magistrati del tribunale di Paola durante l’ennesima udienza del processo Frontiera, che da qualche si è concentrata sulle deposizioni della difesa.

L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, scattata all’alba del 19 luglio 2016, portò all’arresto del capobastone 78enne e del figlio Luigi, erede designato della cosca, oggi entrambi detenuti in regime di 41bis, nonché alla detenzione della figlia Mary, detta Mara, e del genero Andrea Orsino.