Bimbo cosentino di 6anni folgorato dalla corrente elettrica in un asilo in Germania

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È di Trebisacce-Paese il bimbo di 6 anni folgorato dalla corrente elettrica in un asilo di Francoforte in Germania dove i suoi genitori si erano trasferiti da alcuni anni per ragioni di lavoro. Secondo quanto hanno riferito le cronache dalla Germania, mentre giocava a nascondino con i suoi compagni di classe, il bimbo, di nome Antonio, avrebbe toccato involontariamente dei cavi della corrente che risultavano scoperti andando incontro ad una scossa elettrica rivelatasi fatale. La Magistratura tedesca pare stia indagando per omicidio colposo nei confronti dei responsabili ma nulla, ovviamente, potrà restituire alla famiglia un tesoro di figlio strappato alla vita in n modo così tragico e inspiegabile.

Il dramma di questo bimbo e della sua famiglia si è consumato alcuni giorni addietro a Francoforte, nell’istituto Kita del Distretto di Seckbach. Stando sempre a quando si apprende dalla Germania, attorno alle 16.00, il piccolo Antonio, in attesa dell’uscita, stava giocando a nascondino nell’atrio della scuola quando improvvisamente ha urlato di straziante dolore perché aveva toccato involontariamente una presa a muro con cavi elettrici scoperti e penzolanti, rimanendone folgorato. Nonostante l’arrivo tempestivo dei soccorsi il piccolo Antonio è infatti morto tra le braccia della madre che era andato a prelevarlo all’asilo. Da alcune testimonianze, sembrerebbe che, appena qualche tempo prima, erano stati effettuati dei lavori di ristrutturazione dell’asilo che però sarebbero rimasti incompiuti. Ciò spiegherebbe la presenza di prese libere, sprovviste di coperchi isolanti e fili elettrici della corrente penzolanti. Per la verità il Dipartimento dell’Educazione, che gestisce anche il centro diurno Kita, ha assicurato che l’intervento di manutenzione elettrica era stato completato. Di avviso diverso è la madre del bambino, E.C. di Trebisacce, la quale ai microfoni di un’emittente televisiva ha gridato tutta la sua rabbia per la morte ingiusta e inspiegabile del figlio. “Chi è colpevole deve pagare,  – ha gridato la mamma del bimbo disperata – come si può riaprire la scuola con i lavori ancora in corso? Non si gioca con la vita dei bambini. Mi hanno tolto mio figlio, ingiustamente”.

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