Belvedere, il terrore di una famiglia “A Sant’Andrea viviamo tra intimidazioni e violenza”

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Di Antonello Troya

Riportiamo e pubblichiamo integralmente la lettera aperta pubblicata sui social

È la prima volta che scrivo su questo gruppo. Ho visto post dove si parlava di avvenimenti lieti ed altri meno. Stasera voglio scrivere o meglio descrivere la mia situazione familiare ed ambientale.


Mi chiamo Anna Belletto, sono nata e vivo a Belvedere Marittimo, in una ridente, fino a qualche anno fa, contrada Contrada Sant’Andrea. Ora nominare questo posto è diventato per me un incubo. Premetto che ne io né la mia famiglia ha fatto del male ad altri. La mia famiglia è composta da me, mio marito, mio padre di 82 anni, mia madre di 76 anni. Infine, mia figlia di soli 5 anni. Da più di 10 anni stiamo vivendo con la continua minaccia e, purtroppo attuazione, di atti vandalici. Continuamente, con cadenza quotidiana, mensile, annuale, la nostra casa, le nostre macchine, i nostri terreni vengono danneggiati. Inoltre, per questo continuo stato di allerta, non riusciamo più ad avere una vita normale. La mattina prima ancora di guardare al cielo mi devo accertare che non sia “successo qualcosa”. Mio padre si reca nel suo terreno.. Io lo seguo con lo sguardo fino a che apre il cancello ed aspetto : se urla vuol dire che ha trovato un albero tagliato, mezzo cancello rubato, due alberi completamente bruciati con il diserbante, ecc. ecc. Se non urla ringrazio Dio di avere un filo si serenità per qualche ora. Aspetto che mia madre torni dal negozio alimentare con il pane sotto il braccio, continuandosi a guardare dietro le spalle che non ci sia nessuno pronto a farle del male. Poi sveglio mia figlia.. che ha dormito tutta la notte abbracciata al mio petto perché ha paura che “i cattivi” entrino in casa e la portino via. Io la tranquillizzo.. Trattengo la mia voglia di urlare e sfodero il mio più rassicurante sorriso per non terrorizzarla più di quanto lo è. Vado al lavoro. Lavoro in una Rianimazione.. Dove si deve stare concentrata al massimo perché hai vite umane sulla coscienza. Con cadenza di ogni ora mia madre deve telefonarmi per aggiornarmi sul fatto che sono ancora vivi e non è “successo niente”. Torno a casa… Durante la notte io e mia madre ci diamo il cambio ogni due ore davanti alle telecamere per tenere sotto controllo la casa e quindi noi stessi. Tutti i giorni così. Anche quando faccio il turno di notte, ogni ora mia madre mi deve chiamare. Le telecamere…A qualcuno non piacciono. L’altra sera, verso le 22:40
le hanno oscurate con uno spray. Da poco lontano naturalmente, per non essere ripresi. Ora… Chiedo l’aiuto di tutti voi che avete avuto la pazienza di ascoltarmi fino in fondo.
Il MIO È UN GRIDO D’AIUTO.
Qualcuno mi ha consigliato di andare ad abitare in un altro posto. Ma, secondo voi, è giusto tutto questo? Questo atteggiamento è un atteggiamento intimidatorio.. È un atteggiamento mafioso. Violento. È giusto che nel 2019 una famiglia perbene, debba subire tutto ciò?
Sì, ho già contattato i Carabinieri. Ci sarà una denuncia con conseguente indagine. Ma non è questo che volevo mettere in risalto, perché tra l’altro c è qualche fotogramma con il responsabile. Volevo far sapere a tutta la cittadinanza belvederese in che modo si è costretti a vivere.

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