Belvedere, il declassamento del vecchio Magistrale, porta gli studenti a Diamante

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Di Antonello Troya

Una volta era il “Magistrale”. Poi attraverso un referendum interno si decise di chiamarlo “Tommaso Campanella”, in onore del domenicano, teologo e filosofo. Tutti sanno dire dov’è. Nel centro storico di Belvedere. In quel suggestivo centro storico che ora da qualche anno stenta a ritrovare quella forza soprattutto economica che anche lo stesso istituto magistrale riusciva a dare. Ma andiamo per ordine. Nato intorno ai primi anni settanta ha raggiunto picchi di popolazione studentesca (circa 900 alunni) con una formazione certamente superiore alla media.

L’indirizzo unico, magistrale, ha permesso a tantissime persone, ex studenti, di raggiungere quel sospirato posto di insegnante che il diploma permetteva. Ma il passare degli anni e una popolazione studentesca sempre più in calo ha messo in difficoltà l’istituto scolastico. Dal 6 marzo 2017 hanno preso il via i lavori di realizzazione di un nuovo plesso e completamento del vecchio. Per cui a pagarne le conseguenze sono stati gli studenti, che da una popolazione di circa 700 sono scesi, a Belvedere a circa 200. Sono rimasti in pochi: solo quelli delle prime classi, il cosiddetto biennio. Gli altri sono stati spostati a Diamante, ospitati dall’altro istituto superiore. I lavori, iniziati come detto il 6 marzo di due anni fa e che sarebbero dovuti finire il 6 marzo dello scorso anno, ancora faticano a realizzarsi. È stato appaltato il secondo lotto che riguarda il nuovo plesso, affidato ad una impresa di Belmonte. I tempi tecnici non hanno permesso ancora di riprendere i lavori, ma si spera, secondo fonti interne, che possano avviarsi definitivamente in tempi brevi e concludersi entro settembre.

Quattro sono i corsi di studio ospitati: Liceo Scienze Umane, Liceo Linguistico, Liceo Classico, Liceo Scientifico e Liceo Musicale. Trentaquattro sono le classi distribuite in 11 corsi. Con una dirigente, Maria Grazia Cianciulli, cha ha saputo sfruttare appieno le possibilità che i Pon, i fondi strutturali europei e i Por Calabria hanno offerto in questi anni. Una fonte economica non indifferente quella della scuola “Campanella” per bar e negozianti del centro storico. Gli stessi abitanti sperano in un intervento decisivo da parte della nuova amministrazione che subentrerà per decidere, una volta per tutte il futuro della scuola. Lo scippo delle classi da spostare a Diamante è concreto. Una ipotesi che in tanti sperano non avvenga.

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