Nei giorni scorsi, non senza enfasi, l’assessore regionale alle infrastrutture Domenica Catalfamo ha annunciato l’istituzione di quattro nuovi collegamenti ferroviari tra Reggio Calabria e Cosenza. Nello specifico le corse collegheranno, in circa due ore le due città capoluogo, con una riduzione di circa 40 minuti sugli attuali tempi di percorrenza. I nuovi collegamenti che utilizzeranno i treni “Pop” verranno attivati da Trenitalia in accordo con la Regione Calabria, prevedendo fermate nelle stazioni di Castiglione Cosentino, Lamezia Terme, Vibo-Pizzo, Rosarno, Gioia Tauro, Villa San Giovanni e Reggio Calabria Lido. Questi gli orari dei quattro collegamenti giornalieri, dal lunedì al venerdì: due da Reggio Calabria a Cosenza con partenza alle 6 e arrivo alle 8.05 e con partenza alle 17.50 e arrivo alle 19.55; due da Cosenza a Reggio Calabria con partenza alle 6.23 e arrivo alle 8.32 e con partenza alle 17.45 e arrivo alle 19.54. Contestualmente, verrà sperimentato un servizio intermodale per i collegamenti Lamezia/Catanzaro attraverso bus navetta.
«Il varo delle nuove corse – spiega il sindaco di San Pietro in Amantea Gioacchino Lorelli – è senza ombra di dubbio un’ottima notizia. Peccato che la fascia costiera del Tirreno cosentino sia stata del tutto esclusa da ogni ipotesi di fermata. I vagoni in questione, infatti, non passano da Paola, ma si inseriscono sulla Salerno – Reggio tramite lo snodo di San Lucido. La prima città rilevante che si incontra è, senza ombra di dubbio Amantea che avrebbe tratto certamente giovamento dall’effettuazione di tale servizio. È inutile sottolineare come il centro nepetino, nonostante il periodo non felice che attraversa in questa fase storica, sia il punto di riferimento di un’area che si attesta intorno ai 30 mila abitanti, per quadruplicare nel periodo estivo. La scelta della Regione Calabria appare dunque inspiegabile».
Il torto che la città avrebbe subito, sempre secondo il primo cittadino di San Pietro in Amantea, è da imputare alla mancanza di una rappresentanza autorevole in consiglio regionale. «La crisi che Amantea vive dal punto di vista comprensoriale – conclude Lorelli – è direttamente proporzionale alla carenza di uomini e donne pronti a dare battaglia, democraticamente parlando, in assemblea regionale. Come sindaco mi farò portavoce con i comuni dell’hinterland amanteano per richiedere con forza la fermata ad Amantea.
































