In data odierna, il Tribunale Penale di Cosenza – Sezione Misure Cautelari Reali, accogliendo la richiesta di riesame proposta dall’avv. Francesco Liserre, difensore del giovane diamantese imputato di detenzione a fine di spaccio di circa mezzo chilo di hashish e marjuana, ha annullato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca in casi particolari, ai sensi degli artt. 321 c.p.p., 240-bis c.p. e 85-bis D.P.R. n. 309/1990. La decisione del riesame ha richiamato il consolidato orientamento giurisprudenziale in virtù del quale, la confisca in casi particolari non consegue, automaticamente, alla condanna per un reato presupposto, né può fondarsi sulla mera disponibilità del bene o su una generica supposizione circa la sua possibile origine illecita. Infatti, la presunzione di origine criminosa dei beni può operare soltanto a seguito dell’accertamento della sproporzione, tra i beni nella disponibilità del soggetto e il reddito dichiarato o l’attività economica svolta.Lo scorso 14 agosto, al giovane diamantese, oltre allo stupefacente, veniva stata sequestrata una somma di denaro ritenuta provento dell’attività di spaccio, nonché due bilancini di precisione e materiale utilizzato, verosimilmente, per il confezionamento della sostanza. L’imputato, pertanto, veniva sottoposto agli arresti domiciliari e, a seguito dell’udienza di convalida, si avvaleva della facoltà di non rispondere. Tuttavia, la difesa produceva varia documentazione finalizzata a dimostrare l’uso personale della sostanza in oggetto e la provenienza lecita del denaro sequestrato, frutto di documentata attività lavorativa del giovane. Al termine dell’udienza, il Giudice, dopo aver convalidato l’arresto del diamantese, effettuato nel pieno rispetto dei presupposti di legge, riqualificava l’originaria imputazione delittuosa nel fatto di lieve entità, disponendo l’immediata liberazione dell’imputato con il solo obbligo di firma, presso la locale PG, tre giorni settimanali.


































