Una gravissima tragedia ambientale ha colpito le acque del Mar Tirreno, precisamente al largo della costa di Fuscaldo, dove le forze dell’ordine e le autorità marittime hanno effettuato una drammatica scoperta legata alla pesca di frodo e all’uso di attrezzature devastanti per l’ecosistema marino. Durante un’operazione di monitoraggio e controllo del territorio costiero, sono stati individuati e posti sotto sequestro ben diciannove chilometri di reti da posta illegali, posizionate abusivamente per catturare specie commerciali ma rivelatesi trappole mortali per la fauna protetta. All’interno delle maglie di queste enormi barriere invisibili, i soccorritori e gli investigatori hanno trovato uno scenario desolante, caratterizzato dalla presenza di numerosi esemplari senza vita di specie marine di inestimabile valore biologico, tra cui maestose mante e diversi delfini, rimasti intrappolati e morti per asfissia non potendo tornare in superficie a respirare. Questo genere di reti, vietate dalle normative nazionali e internazionali proprio a causa della loro totale mancanza di selettività, calate nel cuore del Tirreno cosentino, agiscono come veri e propri muri sottomarini in grado di distruggere la biodiversità e decimare le popolazioni di mammiferi e grandi pelagici. L’ennesimo scempio ai danni del nostro mare ha immediatamente sollevato la durissima reazione delle associazioni ambientaliste e dei cittadini, i quali chiedono a gran voce un inasprimento delle sanzioni per i pescatori di frodo e un potenziamento dei sistemi di pattugliamento marittimo. Le indagini da parte della Guardia Costiera e delle autorità competenti proseguono senza sosta nel tentativo di risalire ai responsabili di questa strage silenziosa, mentre le carcasse degli animali protetti sono state esaminate per raccogliere dati scientifici utili a certificare l’impatto devastante di queste attività criminali sulla salute dei nostri mari.




































