Scritto da: Francesco Maria Storino. Articolo pubblicato su Gazzetta del Sud. Fonte: Gazzetta del sud.

Fiumi di droga continuano a inondare il litorale del Tirreno cosentino, un’area che da anni rappresenta uno snodo strategico per il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Da Cetraro a Paola, finendo ai confini con Amantea, il mercato illecito resta florido, resiliente e capace di rigenerarsi nonostante sequestri, arresti e operazioni delle forze dell’ordine. Un mercato che per anni è stato suddiviso sulla costa da varie famiglie. Innanzitutto i Muto a Cetraro, poi i Serpa e i Martello tra Paola e Fuscaldo, e infine tra San Lucido fino a Longobardi la famiglia Calabria. Organizzazioni che le forze dell’ordine hanno in parte decapitato che però si vanno rigenerando con nuovi ingressi per ricreare un sistema criminale che, secondo le stime investigative, muove ogni anno milioni di euro, alimentando l’economia sommersa delle organizzazioni locali e dei gruppi criminali collegati. La cocaina resta la sostanza più redditizia, con una domanda costante e trasversale che interessa tutte le fasce sociali, ma soprattutto il consumo serale e notturno lungo la costa. Accanto alla cocaina, c’è la marijuana che continua a occupare un ruolo centrale nel mercato locale. La facilità di coltivazione, unita ai costi contenuti e alla possibilità di una distribuzione capillare, rende questa sostanza una fonte di guadagno stabile per le organizzazioni criminali. In molti casi, la marijuana rappresenta l’anello più importante della filiera dello spaccio, utilizzata sia per finanziare altre attività illecite sia per reclutare pusher.Il litorale tirrenico cosentino, per la presenza di numerosi centri urbani medio-piccoli affacciati sul mare, si presta a una gestione diffusa dello spaccio in particolare d’estate. Le piazze sono frammentate in quartieri, nelle zone costiere, ma anche in aree residenziali e talvolta nei pressi di locali e luoghi di aggregazione.In questo contesto si inserisce l’ultima attività di polizia giudiziaria della Polizia condotta a Fuscaldo, che ha portato all’arresto di un 26enne. L’operazione rientra in un più ampio piano di controllo del territorio disposto dal neo questore di Cosenza, Antonio Borrelli, con l’obiettivo di contrastare in maniera più incisiva il fenomeno dello spaccio, in particolare quello rivolto ai giovanissimi. Un elemento che continua a destare crescente preoccupazione, è l’abbassamento dell’età sia di pusher che di consumatori. Le indagini evidenziano come una parte consistente dell’attività di spaccio sia orientata verso adolescenti e giovani. Proprio la presenza di soggetti già noti alle forze dell’ordine in una specifica area del centro abitato di Fuscaldo ha insospettito gli investigatori, inducendoli a ritenere che la zona fosse diventata una nuova piazza di spaccio. È scattata quindi la perquisizione domiciliare, Gli approfondimenti investigativi hanno poi confermato i sospetti: nel corso dell’operazione è stato sequestrato un quantitativo di droga, parte del quale già suddiviso in dosi e pronto per la vendita. Dettagli che rafforzano l’ipotesi di un’attività strutturata e continuativa, non occasionale.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.