MANO PESANTE DELL’AMMINISTRAZIONE PERROTTA ANCHE NEL REGOLAMENTO PER LA RATEIZZAZIONE DEI DEBITI. A BREVE UNA NOSTRA MOZIONE DI MODIFICA


Nell’emergenza economica in corso una cosa del genere non dovrebbe succedere, ma è così: dopo le ire destate dai massicci aumenti dei tributi comunali, sulla cui legittimità si pronuncerà il TAR, la mano pesante dell’amministrazione si manifesta anche sul regolamento per le rateizzazioni di fresca modifica.
La rateizzazione dovrebbe essere un po’ la via di uscita per chi è in difficoltà a corrispondere le imposte, e dovrebbe esserlo ancor di più nel momento in cui i redditi diminuiscono e le tasse aumentano, cosa che giustificava l’intervento migliorativo dell’ente, ma non è così per la nostra amministrazione, che rispetto al nuovo regolamento approvato nel corso dell’ultimo consiglio comunale non ci ha voluto concedere più di 24 ore per studiarne il testo e proporre i necessari emendamenti migliorativi. Si, perché ci sono parti del nostro regolamento per le rateizzazioni che davvero mal si prestano quali strumenti di ausilio per i gli imprenditori o i debitori in difficoltà e necessitano di necessari ed ineludibili interventi riparatori.
L’esempio più lampante è quello di cui all’art. 2, lett. B, del nuovo regolamento, che per ditte individuali e società anche in situazioni di disagio economico, oltre che per soggetti oltre la soglia del disagio, prevede un tasso di interesse annuo pari al 4%, del tutto disancorato al tasso legale di interesse che per l’anno 2021 è pari allo 0,01%. In buona sostanza, un incomprensibile aggravio di spese a carico di chi già è in difficoltà. Praticamente come caricare di ulteriore perso la spalla già carica di un povero lavoratore.
Stesso dicasi per l’obbligo imposto agli stessi soggetti di versare un acconto pari al 20%, onere normalmente sconosciuto a qualsiasi prassi di finanziamento o ristrutturazione del debito.
Abnorme risulta, inoltre, quanto previsto dall’art. 8 del regolamento generale delle entrate, che andava abolito e che l’amministrazione ha inteso rafforzare prevedendo, con l’art. 5 del nuovo regolamento in esame, la revoca di tutte le concessioni, autorizzazioni, permessi e licenze a seguito di decadenza dalla rateizzazione, laddove la legge 58/19, all’art. 15 ter, prevede questa misura per le sole attività commerciali o produttive e non anche per i privati.
A nostro modo di vedere, il regime degli interessi e degli acconti dovrebbe ancorarsi al tasso legale vigente per l’anno in corso e dovrebbe essere per tutti uniforme, estendendo la sua portata anche alle ditte individuali e alle società che, ricordiamolo, sono gli artefici della nostra pur debole economia e mai come in questo momento sono i più esposti al disagio economico. Al di là dei dubbi profili di legittimità di una previsione palesemente discriminatoria, ci sono ragioni di opportunità, sensibilità e buona politica ad imporre una retromarcia per una attenuazione degli oneri che possa consentire a tutti di mettere in ordine i propri conti ed all’ente di poter far cassa, perché è chiaro che di fronte a condizioni proibitive l’ente difficilmente potrà fare buona campagna di recupero.
Sul punto e, in generale, sui vari aspetti critici del nuovo regolamento sulle rateizzazioni, il nostro gruppo proporrà a breve una mozione volta e proporre modifiche in linea con i principi esposti, fermo restando che una maggiore flessibilità da parte del sindaco e dell’amministrazione avrebbero reso questo lavoro molto più agevole con la semplice concessione di un breve rinvio della trattazione dell’argomento, poiché una materia del genere non può essere trattata con un preavviso di 24 ore.

GRUPPO CONSILIARE “PER SCALEA”

Commenti