“Eccoci qui nell’aula bunker di Lamezia dove sta iniziando la prima udienza del processo “Rinascita Scott”.

325 gli imputati, più altri quattro sotto processo con giudizio immediato per quella che è stata la più grande operazione antimafia dopo il maxiprocesso di Palermo.

Un’operazione condotta dal Procuratore Nicola Gratteri, cui va il grazie non solo dei calabresi, ma dell’Italia intera, per il coraggio, la tenacia e la dedizione dimostrati in questi anni.

Questo processo potrà fare la Storia. Probabilmente verrà studiato ancora fra 50 anni nei manuali di criminologia e di storia criminale del territorio.

È un processo che si sta iniziando a svolgere in Calabria, contro ogni previsione, perché inizialmente si pensava si dovesse svolgere altrove offendendo ulteriormente questo territorio, considerato non in grado di fare pulizia giudiziaria dei Mancuso e degli altri clan, e soprattutto di coloro che si sono rapportati ai sodalizi in modo episodico ma assai conveniente.

Grazie alla determinazione di pochi uomini capaci di sognare un’altra Calabria, invece, siamo qui, a Lamezia, in una struttura riconvertita per accogliere il maxiprocesso. L’ennesima struttura inutilizzata e dunque disponibile per ospitare un migliaio di persone, quante sono necessarie per il processo.

Processo che ha l’obiettivo di disvelare il legame fra ‘ndrangheta, politica, alcuni ambiti professionali e massoneria deviata. Di liberare la Calabria e non solo dal giogo del malaffare.

È vero, la guerra alle mafie non finisce qui ed è ancora lunga. Ma permettetemi di dire che oggi è un giorno di grande emozione, perché lo Stato sta dimostrando la netta volontà di essere protagonista nella lotta alla criminalità organizzata”.

Nicola Morra, presidente commissione parlamentare Antimafia.

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