Non potevano andare meglio o peggio queste elezioni regionali e state tutti tranquilli tanto non cambierà nulla. La Calabria è così e i calabresi sono fatti così. Votare o non votare, astenersi o non astenersi il risultato non sarebbe cambiato. Tutto viene deciso all’inizio di ogni campagna elettorale. Le persone in corsa sanno già di vincere o perdere, così i candidati sanno già di vincere o perdere. Non c’è mai stata nella storia recente elettorale della Calabria , un solo candidato che sia partito dal territorio, da lotte , da campagne su tematiche sociali, ambientali, operaie . Ricordiamo nella storia i vari Gullo, Mancini, Donadio, personaggi che provenivano dalle lotte contadine ed operaie, o da militanze attive nei partiti. I candidati, e non da oggi, partono sempre da situazioni di potere personali, da camarille politiche prestabilite, da logge massoniche potenti, da eredità elettorali dovute a clientele e favoritismi, approntandosi a lotte di potere interne al SISTEMA . Santelli è SISTEMA , Callipo è SISTEMA , Tansi e Aiello non sono SISTEMA ma nemmeno anti SISTEMA e già in partenza si identificano in opposizione per diventare in caso di vittoria SISTEMA anche loro. Nessuno dei quattro candidati ha parlato mai del SISTEMA calabrese se non le solite parole di convenienza che si devono dire per forza, come quando si va ad un funerale e tutti ripetono “ era una brava persona”, “muoiono i migliori”, parole di circostanza, per cui tutti a dire di essere per il progresso, tutti per il lavoro, tutti per la rinascita, ma nessuno che abbia spiegato come creare lavoro, come creare progresso, come cambiare una strategia politica che davvero fosse diversa dalle precedenti. Tutti a dire di fare “piazza pulita” ma nessuno ad indicare che tipo di piazza, che tipi di personaggi, che tipi di lavori fermare. Quindi tutti a prostrarsi ai poteri, al SISTEMA , ai Gratteri, alla magistratura, alla Chiesa ed ai poteri clericali, ai padroni ed ai loro investimenti, alle logge massoniche, al SISTEMA burocratico che è sempre lo stesso da 50 anni e nel quale sono infiltrati ingegneri, geologi, geometri, funzionari vari, che portano avanti la stessa politica di sempre e che hanno permesso, avallandole, le peggiori progettazioni e gli scempi dei quali siamo pieni in Calabria e dei quali hanno usufruito i politici a tutti i livelli . Hanno votato quindi coloro che vogliono il SISTEMA così com’è, avanti ieri hanno votato per Scopelliti, ora in carcere, ieri avevano votato per Oliverio, poi eliminato dal suo stesso partito ritenuto ingombrante, oggi per la Santelli amica di Scopelliti. Molti hanno votato anche per Callipo, Tansi e Aiello anche se nessuno ne avesse ben compreso la progettualità di ognuno. Verso di loro è stato un voto di protesta ma non convinto, prima perché avrebbero dovuto dimostrare UNITA’, piuttosto che divisione, e questo ha fatto perdere ad ognuno di loro di credibilità, a differenza della destra che invece si è unita superando le palesi divisioni al proprio interno, ponendosi quindi con credibilità anche a ceti che non li avrebbero votati. Hanno ragione quindi gli astensionisti che sono oltre il 50% ? In parte si, in parte no, dico. Si, perhè è stato un segnale forte verso quei partiti di opposizione più che per la destra. L’appello di Callipo al voto utile, è stato un boomerang, in quanto ha aperto gli occhi a parecchi sull’avere tre liste di “sinistra” contro una sola di destra, per cui anche quello di Callipo era diventato paradossalmente un voto inutile. No, perché, tutta questa massa di astensionisti non la si ritroverà nelle piazze a protestare sotto gli ospedali, sotto le scuole, davanti le fabbriche, davanti le discariche, per cui anche questo andrebbe considerato astensionismo inutile. Bene sarebbe stato un astensionismo attivo, proiettato nel futuro, con gente di strada e di lotta, pronta a protestare, occupare, far valere i propri diritti, essere riferimento per i giovani e le masse di disoccupati, di emigrati, di sfruttati. La Calabria ha dimostrato di essere quella di sempre, non rassegnata né sfiduciata, ma estranea allo Stato e allo status quo, pronta ad attendere il prossimo fallimento della Santelli , per dire io non l’ho votata, o a rimpiangere Oliverio, che tutto sommato per i calabresi di questo genere sarebbe restato il male minore. In Calabria, manca ed ha sempre mancato un movimento di società civile, di gente normale che protesta per i diritti civili, di sardine se vogliamo usare un termine di moda adesso. Manca l’INDIGNAZIONE, la semplice indignazione, contro il sopruso, l’arroganza, la strafottenza, che viviamo ogni giorno per le nostre strade, nei luoghi di lavoro, nella vita quotidiana. Se non si passa da questa strada non si arriverà mai a nulla, e anche la prossima volta i Tansi, gli Aiello, i Callipo non fermeranno l’onda nera, l’orda nella terra di mezzo come la Calabria è diventata.

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