La legge sui vitalizi anche per i consiglieri decaduti o pro tempore, è stata abrogata dal consiglio regionale, all’unanimità. Tra i più attivi e convinti sostenitori dell’abrogazione, il segretario Questore dell’assemblea regionale, Graziano Di Natale. Il consigliere dopo aver ammesso pubblicamente l’errore “Chiedo scusa a tutti, ma, è stata una leggerezza alla quale porrò rimedio” ha depositato, in data 30 Maggio, una proposta di abrogazione della legge N.5 del 2020.

È lo stesso esponente politico paolano, durante i lavori dell’Assise, a spiegare il modus operandi portato avanti in sinergia con il gruppo “Io resto in Calabria”

“Avevo chiesto abrogazione, resta agli atti. Se ho ritirato la proposta è perché è giusto che l’incipit venga dal presidente del consiglio regionale, in segno di unità, per porre fine ad un errore”.

In un clima surreale i cittadini calabresi hanno espresso grande indignazione per i metodi di approvazione di una legge che cozza terribilmente con la crisi economica in atto.

A riguardo, Di Natale non ha dubbi, ed afferma “Non siamo sprovveduti sebbene il mio gruppo sia composto da persone alla prima elezione, ma vogliamo pensare agli interessi dei calabresi. Non dobbiamo avere paura, abbiamo sbagliato. Ma rappresentiamo la buona politica”. Il discorso del consigliere eletto nella lista di Pippo Callipo, diventa man mano, un lampante attacco al presidente Jole Santelli. Di Natale, sfoggia verve degna del miglior capogruppo di opposizione “Da membro dell’ufficio presidenza, devo precisare che alcune cose vanno riviste. Il consiglio regionale ha il diritto di essere istruito e di votare conoscendo quanto deve esser vagliato. Le proposte di legge non passano dalle commissioni, dove si studia (e lavora) per snellire i lavori in aula. È una vergogna, non viene rispettato il regolamento”. La clamorosa dichiarazione di Graziano Di Natale, si conclude con l’ennesima stoccata “Non voteremo più (Come gruppo) atti che non saranno studiati in commissione, inoltre, anche il sistema della votazione non convince. Questa aula rappresenta i Calabresi, dobbiamo darle autorevolezza”.

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