Ginecologia Ospedale Cetraro, il pugno duro di Cotticelli e la reazione della politica cetrarese

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Di Francesca Lagatta

In teoria si starebbe lavorando per la riapertura del punto nascita, sospeso per consentire la risoluzione di gravi criticità, nella realtà il processo di smantellamento dell’ospedale di Cetraro prosegue inesorabile e da ieri mattina anche il reparto di Ginecologia ne porta i segni, con una chiusura notturna che va ad aggravare il quadro generale dei disservizi. La decisione è una conseguenza del trasferimento di alcuni medici del reparto, già carente di personale, mandati dall’Asp di Cosenza a lavorare un centinaio di chilometri più in là, all’ospedale di Corigliano Rossano. È una situazione che non consente più la garanzia h24 di assistenza e pertanto la direzione sanitaria dello spoke Cetraro-Paola è stata costretta a chiudere i battenti nelle ore notturne. Immediata la reazione del sindaco della città, Angelo Aita, che ha emanato una ordinanza contingibile ed urgente per assicurare il ripristino del servizio di ginecologia anche di notte.

L’ordinanza sindacale

Considerati i gravi rischi per la salute pubblica provocati dalla chiusura notturna del repato, il primo cittadino cetrarese ha ordinato di ripristinare «immediatamente e comunque non oltre tre giorni dalla ricezione della presente ordinanza» il pieno servizio all’UOC di Ginecologia e Ostetricia dello Spoke Cetraro-Paola, mantenendo la continuità assistenziale del presidio ospedaliero di Cetraro, garantendo ricoveri e
piene prestazioni sanitarie come per legge. Il presidente del consiglio comunale Carmine Quercia, si dice pronto, sentiti i capi gruppo consiliari, a convocare un consiglio comunale straordinario ed urgente.

La decisione è di Cotticelli

Con l’arrivo del generale Saverio Cotticelli alla guida della sanità calabrese, dicevano, le cose sarebbe cambiate e i cittadini avrebbero potuto dimenticare i tre anni disastrosi della gestione Massimo Scura. Ma così non è stato e i problemi di ieri sono rimasti pressoché invariati. Con la nota n.304105/Siar del 3 settembre, infatti, è stato proprio il commissario ad acta a disporre «l’individuazione, in via temporanea, di eventuali soluzioni possibili per l’utilizzo a rotazione dei medici ostetrici in servizio al Punto Nascita di Cetraro al fine di evitare la sospensione dell’attività del Punto Nascita di Corigliano». Proprio lui che avrebbe dovuto garantire la riapertura del punto nascita di Cetraro in tempi brevissimi. Invece, a due mesi esatti dalla morte di Santina Adamo, la tragedia della mamma di Rota Greca che ha squarciato il velo di omertà e menzogne sulla sanità altotirrenica, il reparto di OSteticia e Ginecologia dell’ospedale di Cetraro appare sempre più un ricordo lontano.

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