“La proposta di legge sull’istituzione del Parco regionale di Monte Cocuzzo e della Catena costiera è ufficialmente decaduta. Lo statuto della Regione Calabria, infatti, è oltremodo chiaro e non lascia scampo ad interpretazioni: le proposte di legge presentate al Consiglio regionale decadono con la fine della legislatura”. Lo afferma il dott. Luigi Novello, capogruppo di maggioranza presso il Consiglio comunale di San Lucido, che da settimane si batte, insieme ad altri amministratori ed associazioni, contro la proposta di legge presentata dal consigliere regionale Orlandino Greco.
“Siamo stati facili profeti e non avevamo dubbi alcuni, ma, per chi conosce i regolamenti e le leggi, non era difficile capire, che la proposta di istituire un Parco regionale nel nostro comprensorio, altro non era che una trovata elettorale e propagandistica, di chi, in cinque anni al fianco del Governatore Mario Oliverio e della sinistra, ha venduto solo fumo, senza concretizzare nulla e, cosa politicamente ancor più grave, prendendo in giro cittadini ed amministratori. Così com’è accaduto, d’altronde, con questa proposta di legge, presentata a due mesi dalle elezioni regionali e senza nessun confronto con sindaci, comuni ed associazioni. Un atto di un’arroganza unica, che abbiamo prontamente condannato e stigmatizzato, anticipando ciò che, di fatto, è successo, ovvero i tempi ristretti relativamente alla conclusione della legislatura regionale, che non avrebbero consentito neanche la discussione, della proposta stessa, nelle competenti commissioni consiliari. E così è stato”. Luigi Novello, ancora, continua: “Chiuso questo capitolo e sperando nel buon senso di chi ha inanellato solo brutte figure, soprattutto sotto l’aspetto della correttezza istituzionale, che mai dovrebbe mancare, con la decadenza della proposta di legge sull’istituzione del Parco regionale di Monte Cocuzzo e della Catena costiera, viene a venir meno una montagna di criticità e di problematiche, che una scelta così scellerata avrebbe causato, prima di tutto ai comuni. C’è poi un dato, che mai nessun politico dovrebbe dimenticare: non si possono redigere atti di una certa importanza, che vanno ad incidere sul futuro e sugli assetti urbanistici dei territori, senza prima una leale e trasparente concertazione tra le parti. Senza prima confrontarsi collegialmente. Le scelte andrebbero sempre condivise e mai imposte o presentate a fatto compiuto. Non è intellettualmente onesto e né politicamente corretto. Prendiamo comunque atto, con soddisfazione e per come avevamo ampiamente anticipato, di una sceneggiata elettorale (perché di questo si è trattato), sulla quale, d’oggi in avanti, è calato il sipario”.

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