Cetraro, morte al parto Wanda Ferro “A che livello è la sanitá in Calabria?”

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Di Francesca Lagatta

“Apprendo dalla stampa la notizia della morte di una giovane donna stroncata da una emorragia nell’ospedale di Cetraro, poche ore dopo aver dato alla luce il proprio bambino. Una vicenda agghiacciante, che deve costringere i decisori politici, ad ogni livello, ad interrogarsi sulle condizioni della sanità in Calabria». E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia, l’onorevole Wanda Ferro, in merito alla tragica vicenda di Santina Adamo, la 36enne residente a Montalto Uffugo deceduta nella notte a causa di un’emorragia massiva, dopo ore dopo aver messo al mondo il figlio con parto naturale.

Niente chirurgo né centro trasfusionale
La Ferro continua: «Non ci sono ancora elementi per dire se la tragica morte della neo-mamma potesse essere evitata, questo lo accerterà la magistratura. Sono certa che i medici e i sanitari dell’ospedale di Cetraro hanno lottato con ogni forza e con ogni mezzo a propria disposizione per strappare questa donna ad un terribile destino.

Non possiamo però non chiederci se la presenza di un chirurgo, se la disponibilità di un centro trasfusionale, avrebbe potuto portare ad un esito diverso. Infatti, secondo quanto riporta la stampa, nell’ospedale di Cetraro, dove nascono in media quasi due bambini al giorno, non è più possibile operare in regime di emergenza-urgenza, visto che il polo chirurgico è stato concentrato nell’ospedale di Paola insieme al centro trasfusionale».

«Da calabrese non riesco a nascondere la mia rabbia»
«Di fronte ad una giovane vita spezzata, di fronte ad una famiglia dilaniata dal dolore quando avrebbe dovuto vivere il suo momento più felice, non ci sono motivazioni economiche che possano reggere. Da donna – prosegue Wanda Ferro – esprimo la mia solidarietà a questa famiglia, ad un padre distrutto dal dolore, ad un bimbo che crescerà senza la propria mamma. Da calabrese non riesco a nascondere la rabbia per un destino che ci viene imposto da chi considera la vita dei nostri concittadini come un numero su un foglio di calcolo, in qualche caso utile per le statistiche, il più delle volte solo una voce di costo. I calabresi hanno diritto ad una sanità che metta al centro la persona ed il diritto alla vita».

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