Belvedere, troppe spese “Che si dichiari il dissesto finanziario del comune”

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Di Antonello Troya

“Si rilascia parere favorevole, ma solo come presa d’atto del disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2018”. Anche la responsabile del settore economico e finanziario del comune di Belvedere Marittimo, Antonietta Grosso Ciponte, si chiama fuori e chiede che il Comune dichiari il dissesto finanziario. In pratica un si per il rendiconto, ma che presenta tutte le caratteristiche del No. Non è un documento che si può approvare. Troppi debiti e poche entrate. Il Comune di Belvedere si appresta ad entrare nel tunnel del dissesto. Una brutta gatta da pelare per l’esecutivo Cascini.

Le voci insistenti di debiti fuori bilancio, disavanzi enormi per un Comune piccolo come quello di Belvedere trovano conferma nella rendicontazione dell’esercizio finanziario, deliberato dalla neonata giunta comuna proprio alcuni giorni fa. E i numeri parlano chiaro: la situazione finanziaria dell’ente appare di difficile soluzione, quantomeno nell’immediato, data la difficoltà nella riscossione. Difficoltà che si trascinano da anni e che costringono l’ente a forti richieste di liquidità. Iniezioni che superano i 4 milioni di euro e che poco hanno contribuito data la consistente mole di residui passivi. Insomma poche entrate e troppe spese, soprattutto per i servizi erogati, ma esternalizzati. Dall’analisi del rendiconto risulta un disavanzo di amministrazione di oltre 17 milioni di euro. Per la precisione 17.478.445,13. E il bello è che se tale disavanzo non viene rendicontato, non può esservi l’approvazione del documento economico e finanziario, licenziato dalla giunta. Un disavanzo che potrebbe essere ripianato nel bilancio di previsione degli esercizi successivi, non oltre la durata della consiliatura. Circostanze però non viste di buon occhio dalla responsabile del settore Antonietta Grosso Ciponte. Non resterebbe altro quindi, che la dichiarazione del dissesto finanziario, al fine di evitare ulteriori aggravi della massa passiva.

In ultimo, è opportuno segnalare che i soldi previsti per l’acquisto del Castello, dalla Cassa depositi e prestiti, potrebbero non essere disponibili per un Comune in dissesto.

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