Lunedì scorso, 1 luglio, attraversando via Margherita e via V.Emanuele, il disagio la faceva da padrone vedendo quasi tutti i negozi chiusi. Mi sono detto: “è solo l’1 luglio, ci può stare”. Oggi lunedì 8 luglio, rifaccio lo stesso percorso, con quasi la stessa situazione, solo qualche “coraggioso” aperto.


Forse chi vive stabilmente ad Amantea e non va mai in giro potrebbe assumere ciò come ordinario. Ma non è così. In nessun luogo turistico di mare, l’8 luglio, è pensabile trovare i negozi chiusi.
Ad Amantea il lunedì è il giorno di riposo settimanale e ciò appare naturale, varie regole da osservare e va bene. Ma in piena estate (ovunque in questo periodo è vera estate) le cose cambiano, gli orari si conformano alla presenza dei turisti, con sacrifici degli operatori commerciali che si attivano per il servizio e l’accoglienza dei forestieri.
Ed è proprio questa la considerazione: perché i negozi dovrebbero stare aperti visto che per le strade di Amantea non c’è nessuno? Ben volentieri i commercianti alzerebbero le saracinesche, come fanno in tutti i luoghi turistici, ma fare ciò ad Amantea, in queste condizioni, appare un gesto eccessivo.
Non è difficile calarsi nei panni di tutti i titolari di attività commerciale, condividere il loro disappunto, in un contesto di apprensivo disagio. Chiedere di “immolarsi” senza motivo appare eccessivo.


S’immolò l’eroico Colapisci, divenuto da uomo pesce, immergendosi nelle profondità del mare per sostenere la cadente colonna che reggeva la stabilità della Sicilia. Ma lui aveva un motivo convincente, ed è questa la motivazione che ad Amantea occorre far rinascere.
E’ una situazione che viene da lontano, sia chiaro, ma il compito di svoltare tocca sempre al conducente che è al volante.


Antonio Cima 08-07-2019