Ndrangheta, sequestro di beni pari a 500mila euro al boss di San Mauro Marchesato

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La Direzione investigativa antimafia di Catanzato ha sequestrato beni per un valore complessivo di 500mila euro, al 54enne di San Mauro Marchesato, Angelo Greco, considerato il capo della ‘ndrina che prende il nome del piccolo centro collinare crotonese ma anche un esponente di spicco del clan Grande Aracri.

Greco attualmente è detenuto nella casa circondariale di Torino in seguito alla condanna definitiva a 7 anni e 4 mesi per associazione mafiosa che gli hanno inflitto i giudici piemontesi nell’ambito del processo scaturito dall’operazione San Michele messa a segno nel 2014 dalla Dda di Torino contro una cosca di ‘ndrangheta di sanmauresi che voleva infiltrarsi anche nei cantieri dell’Alta velocità.

Il provvedimento di sequestro dei beni di Angelo Greco detto Lino è stato emesso dal Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo calabrese. Tra i beni sequestrati ci sono, quote sociali della Gdc Costruzioni Srl di proprietà di Luigi Greco, figlio di Angelo, 4 beni immobili, 5 beni mobili registrati, 2 rapporti finanziari, per un valore complessivo di circa mezzo milione di euro.

Oltre al coinvolgimento nell’inchiesta “San Michele” in Piemonte, di recente Angelo Greco è stato condannato definitivamente a 30 anni di reclusione per concorso (con il boss Nicolino Grande Aracri a sua volta condannato all’ergastolo) nell’omicidio del vecchio boss di Cutro Totò Dragone, assassinato il 10 maggio 2004.

Greco inoltre è anche imputato in Emilia nel processo scaturito dalla cosiddetta operazione “Aemilia 2” sugli omicidi di Nicola Vasapollo e Giuseppe Ruggiero, avvenuti tra il 21 settembre e il 22 ottobre del 1992 a Reggio Emilia nell’ambito della faida tra clan cutresi.

(Fonte Gazzetta del Sud)

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