L’ANTIMAFIA, IL SEQUESTRO DEGLI ELENCHI DEI MASSONI E L’IPOCRISIA DELLA SINISTRA RESIDUALE

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Di Alessandro Pagliaro

Il sequestro degli elenchi massoni nella sede nazionale del Grande Oriente d’Italia ordinato dalla Commissione parlamentare antimafia, contraddice il diritto di libera associazione previsto dalla Costituzione. Si tratta di un grave fatto, che trova un nefasto precedente che riporta la memoria ai tempi del fascismo. Tutto ciò avviene con il compiacimento di una certa parte residuale di sinistra moralista e antigarantista che oscura pagine importanti della storia dei comunisti e dei socialisti in Italia e nel mondo. C’è da ricordare che Andrea Costa, primo deputato socialista della storia parlamentare era Grande Maestro Aggiunto del Grande Oriente d’Italia. Così come massone era anche Salvadore Allende, presidente socialista del Cile democratico, e Venerabile della Loggia “Hiram n° 66” di Santiago, morto con il mitra in mano nel 1973 per difendere le ragioni della libertà dal colpo di stato fascista promosso da Pinochet. Tra i regimi comunisti si è sempre distinta Cuba, dove nonostante alcuni momenti di tensione, Fidel Castro non volle mai mettere fuori legge le logge che operavano in una clandestinità tollerata. Antesignano dell’avversione alla massoneria, in Italia, fu Amadeo Bordiga, fondatore e primo segretario del Partito comunista d’Italia, che già nel 1912 su “L’Avanguardia” scriveva che “ l’ideale massonico non esiste: l’associazione ha degli statuti, forse un programma, non certo dei principi. Il vuoto frasario anticlericale corrisponde non ad un contenuto teoretico o filosofico, ma ad una balorda conciliazione di idee opposte e cozzanti nello sciocco tentativo di accarezzare l’anarcoide e l’uomo d’ordine nel medesimo tempo”. Da queste premesse, deriva l’avversione “ideologica” odierna dei novelli nemici della Massoneria, anche se Antonio Gramsci nel suo unico discorso parlamentare, il 16 maggio del 1924, difese strenuamente la legalità dei massoni dal tentativo di Mussolini di mettere fuori legge tutte le associazioni segrete. “Il disegno di legge contro le società segrete – tuonò – è stato presentato alla Camera come disegno di legge contro la massoneria; esso è il primo atto reale del fascismo per affermare, quella che il partito fascista chiama la sua rivoluzione”. Le posizioni antimassoniche dell’Unione Sovietica, con il 4° Congresso della Terza Internazionale si estesero anche a tutti i partiti “fratelli” degli altri paesi. Alla fine della seconda Guerra mondiale nelle nazioni del blocco comunista le logge furono sciolte in Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia, e Repubblica Democratica dell’Est. In Italia oltre a Gramsci, fu Palmiro Togliatti che si astenne da qualunque forma di demonizzazione. Cosi fecero anche Giorgio Amendola ed Enrico Berlinguer , soprattutto per il fatto che i loro padri erano stati fratelli massoni di convinta fede. Quando scoppiò il caso della P2, Leonardo Sciascia, sull’“Espresso”, scrisse un articolo garantista per mettere in guardia dalle tentazioni di ‘giustizia sommaria’, esortando a giudicare e condannare non tanto per reati associativi, quanto per singoli e specifici crimini. “L’Unità” di allora, per tutta risposta non trovò di meglio che accusarlo di “insensibilità”, mentre molti altri a sinistra furono più espliciti insinuando il sospetto che la sua presa di posizione non fosse altro che una spregiudicata difesa di Licio Gelli. Non ultimo per importanza, a fare una netta distinzione tra l’attività illecita della P2 e quella storica della Massoneria in Italia, fu nientemeno che Sandro Pertini. Il Presidente della Repubblica, con un passato glorioso di partigiano ed esponente di primo piano del Psi, nel suo discorso di fine d’anno, il 31 dicembre 1981, a testimonianza di primo garante della Costituzione pronunciò le seguenti parole : “Si è aggiunta a tutte queste preoccupazioni, italiane e italiani, la questione della P2. Mi si intenda bene perché non voglio che ancora una volta il mio pensiero sia travisato. Quando io parlo della P2 non intendo coinvolgere la massoneria propriamente detta, con la sua tradizione storica. Per me almeno, una cosa è la massoneria, che non è in discussione, un’altra cosa è la P2, questa P2 che ha turbato, inquinato la nostra vita”.

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