E’ iniziato ed è stato subito rinviato al prossimo 24 aprile il processo che si svolge a porte chiuse, a carico di un insegnante che deve rispondere dell’accusa di molestie sessuali. A fine aprile avrà inizio l’istruttoria dibattimentale con cinque testimoni indicati dal Pubblico ministero.

L’insegnante è difeso dagli avvocati Giovanni Vecchio, del foro di Vibo Valentia, e da Alessandro Gaeta del foro di Paola. La vittima, già costituitasi parte civile, è assistita dall’avvocato Francesco Liserre.

L’imputato è insegnante di un istituto superiore. L’alunna, minorenne, sarebbe stata molestata durante l’orario scolastico. Vengono contestati e individuati almeno tre distinti episodi perpetrati, tra gennaio e febbraio dello scorso anno. L’indagine, è stata condotta dal Pubblico ministero Cerchiara. La vittima è stata ascoltata varie volte in audizione protetta. Secondo quanto fa rilevare l’accusa sarebbero emersi fatti molto gravi che hanno terrorizzato la giovane vittima. Nonostante la situazione, molto difficile, la studentessa ha trovato il coraggio di raccontare la propria storia ad alcuni insegnanti dell’istituto e, successivamente, ai genitori. A quel punto, sono scattate le denunce alla Procura della Repubblica di Paola e le indagini che hanno poi condotto all’udienza preliminare davanti al Gip Rosamaria Mesiti che ha rinviato a giudizio l’insegnante.

 

Ad aprile dovranno comparire i testimoni per cercare di ricostruire la storia. Il dettagliato e circostanziato racconto, reso anche in fase di denuncia, sarebbe stato confermato, durante le indagini effettuate, anche da una sua compagna di classe. La vittima aveva dichiarato di essere stata oggetto di palpeggiamenti dei glutei da parte dell’insegnante che, in altre circostanze, avrebbe anche cercato di ripetere tale condotta e, addirittura, in un’occasione, avrebbe anche tentato di portarla nella propria autovettura col pretesto di darle un passaggio all’uscita di scuola. L’insegnante, ultimamente, è stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa nell’arco di trecento metri e, comunque, nei luoghi abitualmente frequentati dalla giovane studentessa, come scuola, abitazione.

 

Fonte miocomune.it