Associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, violenza privata aggravata, detenzione illegale di armi e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Sono queste le accuse a carico di 12 persone, 7 delle quali sono finite in carcere e 5 agli arresti domiciliari. In totale sono 21 le persone coinvolte nell’inchiesta, coordinata dalla Procura antimafia di Reggio Calabria ed eseguita questa mattina dai Carabinieri del Comando provinciale, contro la cosca Costa-Filippone di Melicucco. Secondo l’impostazione accusatoria, il capo promotore dell’associazione mafiosa sarebbe Rosario Costa detto “Angelo” che dalla seconda metà degli anni ’90, «a seguito di contrasti con la fazione mafiosa diretta da Rocco Santo Filippone, acquisiva il controllo del “locale” di Melicucco unitamente al fratello Carmelo, sancito anche con l’investitura formale da parte di Carmelo Bellocco cl. ’56, esponente apicale dell’omonimo casato rosarnese»


































