PAOLA- Si sono conclusi con un successo straordinario i solenni festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola, consegnando alla città e all’intera Calabria un’edizione che, per partecipazione, qualità organizzativa e intensità emotiva, si colloca tra le più significative degli ultimi anni. Dieci giorni, dal 24 aprile al 4 maggio, che hanno trasformato Paola in un grande spazio condiviso, capace di intrecciare fede, cultura, spettacolo e tradizione in un racconto continuo e coinvolgente.
Un percorso avviato con la presentazione ufficiale del programma presso il Museo Multimediale, alla presenza delle principali autorità militari, civili e religiose: tra gli altri il sindaco Roberto Perrotta, la presidente del Consiglio Emira Ciodaro, l’assessore allo Spettacolo Catia Risotto, la presidente del Comitato Regionale Sabrina Mannarino, il padre provinciale dei Minimi Bottino e padre Crupi. Un momento istituzionale coordinato dalla giornalista Caterina Provenzano che ha subito restituito il senso di un progetto ambizioso: ampliare la durata della festa, distribuire gli eventi sul territorio e costruire un’esperienza capace di parlare a tutte le generazioni.
Quella visione si è tradotta in una macchina organizzativa efficace e articolata. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Perrotta, insieme all’assessore Catia Risotto – regia operativa dell’intero programma – e al direttore artistico Pino De Rose, ha costruito un cartellone variegato, sostenuto dal contributo del consigliere delegato Francesco Aloia, dagli assessori D’Arienzo e Fiorito, dai funzionari comunali e dal supporto della Regione Calabria.
Proprio la direzione artistica affidata a Pino De Rose ha rappresentato uno degli elementi qualificanti dell’intera manifestazione. Non nuovo a esperienze di grande rilievo, De Rose vanta un percorso consolidato nella curatela, nel coordinamento e nell’organizzazione di eventi complessi su larga scala. Tra le sue esperienze più significative figurano i grandi concerti di Capodanno a Cosenza, con artisti di primo piano come Giorgia e Achille Lauro, oltre a importanti produzioni live con protagonisti tra gli altri del calibro di Lucio Dalla, Cesare Cremonini e Annalisa.
A ciò si aggiunge la lunga esperienza nella progettazione di eventi tematici e di valorizzazione territoriale, come la storica Festa del Cioccolato di Cosenza – giunta alla XXIII edizione – e il Festival della Pizza, oltre all’organizzazione di iniziative dedicate alla legalità con la partecipazione di magistrati e giornalisti sotto scorta, a testimonianza di un impegno che va oltre l’intrattenimento e abbraccia anche la dimensione civile e sociale.
Il suo profilo si completa con la curatela di mostre di caratura nazionale e collaborazioni con importanti istituzioni museali, tra cui la Reggia di Venaria e il Museo del Prado, elementi che hanno contribuito a portare anche a Paola una visione artistica ampia, strutturata e contemporanea. Un bagaglio di esperienze che si è tradotto in una programmazione capace di coniugare qualità, accessibilità e forte impatto emotivo.
L’apertura al Parco Europa ha rappresentato uno dei primi segnali concreti della nuova impostazione: un villaggio enogastronomico con dodici cantine che ha valorizzato produzioni locali e identità territoriale, generando fin da subito un forte afflusso di visitatori e creando un clima di convivialità diffusa. Un format che ha saputo unire promozione del territorio e socialità, contribuendo anche a sostenere le attività economiche locali.
Dal Parco Europa, il programma si è esteso lungo l’intero asse urbano – Corso Roma, Villa comunale, Piazza del Popolo e Piazza IV Novembre – trasformando la città in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto. Le giornate del 25 e 26 aprile hanno visto una grande partecipazione giovanile, tra DJ set, break dance e live music, con performance capaci di animare ogni angolo del centro e di creare una connessione immediata con il pubblico.
Grande attenzione è stata riservata alle famiglie: dal 27 al 30 aprile, Corso Roma si è trasformato in un’area interamente dedicata ai bambini, con giochi, attività educative e momenti di intrattenimento legati a “Jokamu a Paola” e al tour Joca Calabria. Un segmento particolarmente apprezzato, che ha rafforzato il carattere inclusivo della manifestazione.
Le serate hanno rappresentato il cuore pulsante dell’intero programma. Il 30 aprile ha segnato uno dei momenti più scenografici, con l’accensione delle luminarie artistiche che hanno ridisegnato il volto della città, accompagnate da una sequenza di esibizioni musicali di grande impatto: il giovane dj resident Cesare Chianello, i Guernica, SELMA e il DJ set di Mario Fargetta direttamente da Radio DeeJay hanno costruito un crescendo di energia culminato in una partecipazione corale straordinaria.
Il 1° maggio ha offerto una proposta musicale di grande qualità con il Trio Italico ed Elisabetta Eneh, e per finire il dj set dello storico Franco Siciliano, mentre il 2 maggio ha rappresentato uno dei picchi assoluti dell’intera manifestazione. Il concerto di Mara Sattei ha richiamato migliaia di persone, saturando le principali vie del centro e confermando la capacità attrattiva della programmazione. La serata, aperta dal DJ set di Davide Novello e chiusa dallo spettacolo “Love the 90s”, si è distinta per organizzazione, sicurezza e coinvolgimento del pubblico.
Accanto alla dimensione spettacolare, la componente religiosa ha mantenuto un ruolo centrale e imprescindibile. La solenne celebrazione eucaristica presso la Basilica Santuario, presieduta da S.E.R. Monsignor Giovanni Checcinato, ha dato avvio ai giorni più intensi, seguita da momenti altamente simbolici come il rito della Lampada del Voto, rinnovato dal Presidente della Regione Roberto Occhiuto con l’olio offerto dai comuni di Cerchiara, Ardore e Gasperina.
Di straordinaria partecipazione la processione del Sacro Mantello, alla presenza del Cardinale Baldassarre Reina, e il tradizionale passaggio del Simulacro dalla Casa Natale al Santuario, accompagnato da migliaia di fedeli. Tra i momenti più identitari, la consegna delle chiavi della città al Santo Patrono da parte del sindaco Perrotta, gesto carico di significato che rinnova un legame secolare tra istituzioni e comunità.
La festa ha saputo valorizzare anche le espressioni artistiche e artigianali del territorio: due suggestive mostre al Museo multimediale la prima e nella Chiesa di Montevergine l’altra, significativa inoltre la performance del maestro ceramista Enzo Ferraro, che ha modellato dal vivo una scultura del Santo, così come la presenza diffusa di musica e intrattenimento con artisti e DJ che hanno animato costantemente la città.
Determinante il contributo della comunicazione digitale, curata da Emanuele Molinaro, che ha garantito una copertura costante degli eventi, amplificandone la visibilità e generando un forte coinvolgimento anche sui social network.
Le giornate del 3 e 4 maggio hanno riportato al centro la tradizione bandistica e i momenti istituzionali, con la presenza della fanfara dei Carabinieri del XII Reggimento Sicilia. A chiudere, uno spettacolo piromusicale diffuso che ha rappresentato una vera innovazione: cinque punti della città coinvolti in un’unica regia di luci e musica, capace di emozionare e sorprendere migliaia di spettatori.
Fondamentale, inoltre, l’organizzazione logistica: servizi navetta efficienti, nuova collocazione del luna park nell’area portuale, gestione ordinata dei flussi, apertura coordinata del Museo di San Francesco e del Teatro Odeon. Tutti elementi che hanno contribuito a garantire sicurezza, accessibilità e qualità complessiva dell’esperienza.
Il successo di questa edizione è il frutto di un autentico lavoro di squadra che ha visto protagonisti amministrazione, istituzioni, autorità religiose, forze dell’ordine, volontari, associazioni, operatori economici e cittadini. Ottimo il lavoro degli Uffici Comunali. Un impegno condiviso che ha reso possibile una manifestazione complessa, ma perfettamente riuscita.
Paola archivia così un’edizione che non è stata solo una festa, ma un’esperienza collettiva capace di rafforzare il senso di appartenenza e di proiettare la città verso nuove prospettive.
E ancora una volta, più di ogni programma o spettacolo, è stato il cuore della gente a renderla davvero indimenticabile.




































