“Thyrrenum”, tutti a processo: nove persone per rito abbreviato e dodici in ordinario. Si è tenuta ieri mattina dinanzi al Gup distrettuale a Catanzaro l’udienza per l’inchiesta della Dda che ha decapitato l’organizzazione criminale con a capo Giuseppe Scornaienchi.
“Pino o confiett” il 37enne che avrebbe preso le redini del clan ha scelto l’abbreviato, così come altri che Potranno avvalersi in caso di condanna di uno sconto di pena. Per loro l’udienza è fissata il 24 aprile data nella quale il Pm chiederà le condanne, seguiranno gli interventi dei legali della difesa e quindi la decisione del giudice. Il processo per loro si aprirà in Tribunale il 26 giugno.
Nutrito il collegio difensivo degli imputati composto dagli avvocati Giuseppe Bruno, Manuele Gasparri, Armando Sabato, Marco Bianco, Cesare Badolati, Emilio Quintieri, Giovanni Solzano.
L’indagine è scaturita il 25 settembre 2025, quando i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare del Gip del Tribunale di Catanzaro. In quella fase veniva contestata, a vario titolo, a sette persone l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata a una serie di reati: tentate estorsioni, furti aggravati (tentati e consumati), detenzione e porto di esplosivi, armi da fuoco e strumenti atti ad offendere, ricettazione, riciclaggio e lesioni personali, con l’aggravante del metodo mafioso per alcuni episodi. Una inchiesta che affonda le sue radici dall’ottobre 2022 al 2025 effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Paola e dal reparto operativo-nucleo investigativo del Comando provinciale di Cosenza. Le investigazioni, esperite attraverso il ricorso a servizi tecnici, le cui risultanze sono state corroborate da tradizionali riscontri sul campo e analisi di sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di delineare – nella fase delle indagini che necessita di verifica processuale in dibattimento – l’esistenza di un’associazione per delinquere, attiva a Cetraro e luoghi viciniori. In tutto 21 indagati. Tra i reati contestati figurano due tentativi di estorsione ai danni di imprenditori operanti nei settori sanitario e dei trasporti; il tentativo di estorsione posto in essere il 14 agosto 2025 ai danni di una discoteca di Sangineto mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco; nonché due tentativi di furto in danno di sportelli bancomat; la ricettazione di diverse auto e targhe, strumentale alla commissione di altri delitti; lesioni personali; la detenzione illegale di armi ed esplosivi, in alcuni casi adoperati per la perpetrazione di atti intimidatori con finalità estorsive.
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