COSENZA – Il Tribunale di Cosenza, sezione lavoro, ha sancito con una sentenza destinata a fare scuola il diritto della dirigente Miriam Curti a mantenere la guida del polo scolastico di Paola, nato dal recente riassetto regionale.

La decisione della giudice Silvana Domenica Ferrentino, datata 20 marzo 2026, ruota attorno a un perno giuridico decisivo: la distinzione tra “fusione” e “aggregazione” nelle dinamiche del pubblico impiego.L’amministrazione aveva inizialmente inquadrato l’operazione come una fusione tra istituti, una qualificazione che avrebbe azzerato le precedenti titolarità obbligando tutti i dirigenti coinvolti a concorrere per un nuovo incarico. Tuttavia, accogliendo le tesi dell’avvocato Paolo Perrone, il Tribunale ha stabilito che si è trattato di una aggregazione, in cui l’istituto “Pizzini Pisani” ha operato come scuola aggregante, incorporando le altre realtà del territorio che sono state invece smembrate.Secondo il ragionamento del magistrato, basato sul piano di dimensionamento della Regione Calabria e sulle circolari ministeriali, nelle procedure di accorpamento il dirigente della scuola aggregante non può essere considerato “soprannumerario”. Tale status spetta invece ai dirigenti degli istituti aggregati, ovvero quelli che confluiscono in un’entità già esistente.Il dispositivo della sentenza dichiara dunque illegittimo il trattamento riservato alla ricorrente, confermando il suo diritto alla titolarità dell’attuale I.I.S. “Pizzini Pisani Paola IPSEO Galileo G.”, con decorrenza retroattiva dal 1° settembre 2024. Nonostante l’amministrazione avesse tentato di ridefinire l’assetto come una nascita di una nuova istituzione, il giudice ha rilevato una discrasia tra i documenti programmatori e l’operato dell’Ufficio scolastico, ristabilendo la gerarchia delle fonti e la stabilità dell’incarico per la dirigente Curti, con compensazione delle spese di lite.




































