Riceviamo e pubblichiamo una nota, firmata Pino Losardo, diffusa da Italia del Meridione, che riportiamo integralmente.

“In data 08.01.2026, la Giunta comunale, con propria Deliberazione, ha fatto richiesta al Tesoriere dell’Ente, ai sensi dell’art. 222 del TUEL, dell’anticipazione di Cassa, per un importo di 1.000.000,00 di Euro. In pari data, con altra Deliberazione, lo ha autorizzato ad utilizzare Entrate vincolate per una quota corrispondente alla stessa anticipazione. Con i primi introiti, non soggetti a vincolo di destinazione, il nostro Ente dovrà, poi, procedere alla ricostituzione della somma richiesta, utilizzata per il pagamento delle Spese correnti. Con l’art. 195, comma 1 del TUEL, l’Esecutivo ha autorizzato, altresì, l’utilizzo, in termini di Cassa, dei fondi depositati, anche se vincolati a specifica destinazione, ancorchè derivanti dall’assunzione di mutui con Istituti diversi dalla Cassa DD.PP, per il finanziamento di Spese correnti. Stiamo parlando, naturalmente, non di finanziamenti sovra-comunali a fondo perduto, ma di veri e propri prestiti-capestro, con tanto di interessi e altri oneri finanziari da aggiungere al capitale, secondo quanto stabilito in sede di affidamento della Tesoreria alla Banca BPER. E’ costituzionalmente legittimo, nella gestione degli Enti Locali, che le Giunte comunali possano ricorrere all’art. 195, comma 1, del TUEL, per proteggere le Casse dell’Ente da pignoramenti esecutivi, deliberando quali somme di Bilancio sono impignorabili per un periodo di sei mesi, perché destinate a Spese essenziali, che garantiscono la continuità dei Servizi pubblici fondamentali. Anche in presenza di debiti e creditori, pronti a far valere le loro ragioni con sentenze di pignoramento nelle mani. Ebbene, senza tirarla per le lunghe, si può dire che quando si è costretti a chiedere l’anticipazione di Tesoreria e ad utilizzare somme di Bilancio depositate con vincoli di destinazione, si ha a che fare con uno stato di scarsa liquidità nelle Casse comunali e si corre il pericolo di sospendere, per mancati pagamenti, i Servizi indispensabili e improrogabili, erogati, per legge, dall’Ente. Teoricamente, quelli citati sono tutti indicatori di un possibile arresto della funzionalità dell’Ente. Sarebbe un nuovo virtuale dissesto nel breve tempo di due anni, e nonostante il processo di risanamento dei Conti in atto. L’ordinamento degli Enti Locali imputa questo squilibrio di Bilancio ad una poco avveduta gestione da parte degli amministratori. Oppure, a rilevanti omissioni di versamenti delle contribuzioni previdenziali e assistenziali dei dipendenti. O, ancora, ad una insufficiente capacità di riscossione dei tributi comunali. Se non in un simile contesto di sofferenza economico-finanziaria del nostro Ente, in quali altri casi si dovrebbe sentire, in modo roboante e convincente, la voce dei responsabili di governo della cosa pubblica? Chi può fare piena luce sullo stato attuale di precarietà degli Equilibri finanziari del nostro Bilancio, se non coloro che sono chiamati a gestire le sorti presenti e future della nostra città? Essendo in corso, da oltre un anno, l’opera di liquidazione di tutti i debiti del passato, a cura dell’on. Organo Straordinario di Liquidazione, nominato dal Presidente della Repubblica, cosa sia mai potuto accadere se, al primo anno di Esercizio finanziario del dopo dissesto, ci si ritrova nella condizione di dover ricorrere, eventualmente, a prestiti sontuosi per garantire la gestione di tutti i Servizi essenziali, erogati dall’Ente? Forse, sarebbe necessario ricordare agli amministratori cittadini che i prestiti da restituire sono sinonimi di debiti. E, con i debiti, è praticamente impossibile soddisfare le esigenze e gli interessi di una città, che sta vivendo uno dei periodi più bui della sua storia moderna. La citata Delibera n.3, del 08.01.2026, ha quantificato, — ai sensi e per gli effetti dell’art. 195, comma 3 –, in complessivi 3.777.357,90 Euro gli importi delle somme indispensabili, per tutto il 1 semestre 2026, alle finalità di protezione economica dei Servizi indispensabili e dell’ordinaria amministrazione. Le suddette somme, ai sensi della normativa citata, sono giuridicamente svincolate dall’esecuzione forzata dei creditori, per questo lasso di tempo, e le procedure esecutive, eventualmente intraprese dai creditori non determinano vincoli su tali somme, né condizionano l’attività del Tesoriere BPER srl. La verità è che se non ci avesse soccorso, almeno per 6 mesi, l’art.195 del “Testo Unico Enti Locali”, forse ci saremmo potuti trovare di fronte alla necessità di un nuovo <dissesto economico-finanziario dell’Ente. C’è bisogno, come non mai, che la classe dei nostri amministratori, cerchi confronto e condivisione con i rappresentanti della minoranza consiliare. Entrambi, hanno la responsabilità elettiva di preservare la nostra Massima Istituzione cittadina da un altro eventuale default, che finirebbe per spegnere definitivamente qualsiasi speranza immediata di ripresa e di crescita. La credibilità della Amministrazione comunale tutta si misurerà, da oggi in poi, sulla sua capacità di rompere quel tombale silenzio in cui è immersa fin dall’inizio della Consiliatura! Ai cittadini non si possono sempre elargire spot e slogan altisonanti, evanescenti e visionari. Bisogna, ogni tanto, aprire le proprie finestre e scrutare la realtà del mondo che si ha davanti! E’ necessario, soprattutto, abituarsi a rispettare la piena “trasparenza” amministrativa, che è a fondamento della democrazia e l’ossigeno vitale di una Comunità sana, coesa e accogliente.”

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