Nella mattinata del 21 gennaio 2026 i Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di sette persone, ritenute gravemente indiziate del reato di favoreggiamento personale. Il provvedimento ha disposto per tutti gli indagati la misura degli arresti domiciliari. L’operazione, che si inserisce in un più ampio filone investigativo della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, ha visto il supporto delle Squadre di Intervento Operativo del 12° Reggimento e del 14° Battaglione Carabinieri, dell’8° Nucleo Elicotteri e del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia. L’ordinanza è stata emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura distrettuale. Le indagini sono state coordinate dalla DDA di Catanzaro e condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Cosenza, con l’obiettivo di rintracciare ed arrestare il latitante L.O.. L’uomo si era reso irreperibile dal 15 settembre 2022, sottraendosi all’esecuzione di una custodia cautelare in carcere emessa per un tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, episodio risalente al giugno 2021 a Belvedere Marittimo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la latitanza di L.O. sarebbe stata resa possibile da una rete di fiancheggiatori che gli avrebbe garantito protezione, assistenza logistica ed economica. Le attività investigative, sviluppate attraverso strumenti tecnici e tradizionali, hanno portato al suo rintraccio e arresto a Cetraro il 15 febbraio 2025. Tra gli indagati figurano anche due donne legate sentimentalmente a Occhiuzzi, che avrebbero messo a disposizione immobili utilizzati durante la latitanza, fornito beni di prima necessità e denaro, oltre a curare le comunicazioni con l’esterno. Condotte che, allo stato delle indagini preliminari, configurerebbero un quadro indiziario rilevante per il reato di favoreggiamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.