PRAIA A MARE- «Cinque giorni di tempo per pagare, pena l’immediata attivazione di pignoramenti e di altre azioni esecutive da parte della società privata di riscossione incaricata dal Comune di Praia a Mare del recupero coattivo dei tributi non pagati. Da alcune settimane i cittadini praiesi stanno ricevendo notifiche con la richiesta perentoria di saldo delle somme non ancora versate. Sono molto preoccupati. E lo sono a giusta ragione. Nel giugno 2022, in campagna elettorale, i componenti dell’attuale Amministrazione comunale andavano in giro per il paese promettendo “pace fiscale” lasciando intendere che avrebbero messo in atto una sanatoria o quanto meno agevolazioni di pagamento a coloro che risultavano in debito verso l’Ente. Hanno dedicato un punto a questo argomento nel loro programma elettorale. All’epoca abbiamo avvertito che non esisteva alcuno strumento idoneo a raggiungere quel fine e che si stavano solo prendendo in giro i praiesi per fare incetta di voti. Oggi, dopo oltre tre anni e mezzo di amministrazione, di quella pace fiscale nulla si è visto. Al contrario con la scelta di esternalizzare la riscossione coattiva dei tributi arretrati ad una società privata, si è aggravata, e di molto, la situazione di coloro che si ritrovano con posizioni debitorie verso l’Ente. Sia chiaro: la società incaricata svolge legittimamente il suo lavoro e su questo non abbiamo nulla da eccepire. L’Ufficio Tributi comunale ha sempre svolto il suo lavoro al meglio. Sarebbe stato più opportuno che continuasse a farlo. E di certo non prendiamo le difese di coloro che non rispettano puntualmente gli impegni di pagamento con il nostro Ente e di coloro che presentano una morosità cronica, abituale. Le entrate regolari sono fondamentali per garantire i servizi e per rispetto di chi, anche a costo di sacrifici, è sempre in regola. Ma trattare allo stesso modo i morosi cronici e chi è finito in difficoltà per situazioni eccezionali od occasionali non è giustizia e non è pace sociale: è una vera e propria guerra fiscale in grado di devastare famiglie ed imprese. L’aver esternalizzato il servizio – passaggio da noi fortemente criticato – aggrava la spesa e i disagi a carico dei contribuenti in posizione debitoria, in aggiunta alle sanzioni e agli interessi maturati. Le vuote promesse elettorali – come la riduzione dei tributi – non hanno portato a nulla e i cittadini ne pagano le conseguenze. Quello che la maggioranza non avrebbe mai potuto fare nel 2022 potrebbe farlo adesso perché c’è una norma dello Stato. La legge di bilancio 2026 consente infatti ai Comuni di decidere autonomamente di deliberare una forma di agevolazione verso coloro che vogliono rientrare dalla morosità: una agevolazione a costo zero per l’Ente che non andrebbe minimamente ad intaccare gli equilibri di bilancio, perché quanto risulta a debito dovrà essere versato interamente, senza sconti o riduzioni di sorta sull’importo dovuto. Ciò che possono essere eliminati sono gli interessi e/o le sanzioni. Sarebbe un modo concreto per mettere fine alla guerra fiscale scatenata da scelte politiche miopi e poco oculate». È quanto rendono noto i consiglieri comunali Anna Maiorana e Tommaso Morelli.
































