Ndrangheta, parla Cafiero De Raho “Territorio marcio”

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    Di Maria Lombardo

    “Questo e’ un territorio nel quale non si possono avere rapporti con altre persone. Perche’ quello che caratterizza la ‘ndrangheta e’ la sua capacita’ di confusione, d’infiltrazione e inquinamento dei vari settori: economico, politico e sociale. Quindi bisogna vivere sempre da soli”. Monito diretto di Cafiero De Raho e non possiamo che accoglierla benevolmente non dimenticando aggiungerebbe la scrivente l’onestà intellettuale dell’antimafia che spesso scarseggia. Qui il procuratore non si rivolge all’antimafia o alla gente ch ha delle posizioni contro la n’drangheta ma alle istituzioni che devono rinunciare a tutti i rapporti esterni che non siano quelli strettamente istituzionali”. La cosidetta masso-mafia che un’antimafia alla moda nata nel vibonese stenta ad attaccare lo facciamo presente a Cafiero De Raho. Il procuratore racconta come lui prima frequentava un circolo ora non lo fa più perché ci sono persone che reputa perbene ma che invece hanno rapporti che io ignora. La Prefettura deve essere affidabilissima gli unici uomini da frequentare uomini di altissimo spessore etico e di una straordinaria professionalita’: il prefetto, il comandante provinciale dei carabinieri, il questore, il comandante della Guardia di Finanza. Persone con le quali si riesce a condividere un’impostazione strategica nel contrasto alla’ndrangheta”. Su questa scia le cose stanno cambiando e la gente denuncia perché stufa.

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