Sull’apertura dell’ospedale di Praia ora indaga la Procura

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Di Antonello Troya

E’ arrivata come un fulmine a ciel sereno, la notizia dell’apertura di indagini da parte della Procura di Catanzaro sul balletto “apertura si – apertura no” dell’ospedale di Praia. Le insistenti voci di disservizi, di reparti presenti e poi inesistenti, di presenza nella rete ospedaliera (che non c’è) e di inascoltate sentenze del Consiglio di Stato.

I sospetti della magistratura hanno preso il via dallo scorso 3 novembre, giorno dedicato al taglio dei nastri e nastrini, di proclami e di promesse, di catene e catenelle. Lo stesso presidente della giunta regionale, Mario Oliverio, ha messo in gioco la sua faccia e il suo ruolo istituzionale minacciando di incatenarsi dinanzi Palazzo Chigi se il governo non avesse revocato l’incarico commissariale e ridato alla politica regionale la gestione del settore sanitario.Evento che ha fatto sorridere in molti, che poi non si è realizzato per una serie di circostanze e incontri tra lo stesso Governatore calabrese e il ministro Beatrice Lorenzin.

All’attenzione dei sostituti incaricati dal procuratore Nicola Gratteri le attività e l’operosità sinora svolte dal dipartimento della salute della Regione Calabria. Sotto la lente d’ingrandimento il lavoro svolto sinora dal commissario e dai suoi delegati.

Si è puntato il dito troppo spesso contro la struttura praiese, forse perché chiusa in modo inaspettao dalla gestione Scopelliti e con difficoltà rimesso sui binari dell’efficienza. La procura vuole fare luce sugli incarichi sinora affidati, sulle spese spropositate e sugli acquisti effettuati. Sul lato prettamente tecnico dedicato alla riapertura del plesso, nei giorni scorsi il sindaco di Praia a Mare Antonio Praticò e il suo collega di Tortora, Pasquale Lamboglia, hanno tenuto un incontro con il presidente Oliverio. La riapertura dell’ospedale prevede l’apertura dell’unità di medicina interna con annessa lungodegenza: 7 medici, 10 infermieri, 4 oss; la chirurgia generale: 8 medici, 8 infermieri, 3 oss; il pronto soccorso, con 6 medici, 7 infermieri, 4 oss; la dialisi con 4 medici, 8 infermieri, 3 oss; la radiologia, con 4 medici, 2 infermieri, 2 oss e 4 tecnici; il laboratorio di analisi con 4 medici, 2 infermieri, 2 oss, 4 tecnici; farmacia con 2 medici, 1 oss e 2 impiegati; la direzione sanitaria con 2 medici e 2 amministrativi. Attualmente il pronto soccorso con Obi può contare sul laboratorio di analisi e la radiologia. Quest’ultima è stata dotata di personale tecnico e di due dirigenti medici ed opera 24 ore su 24 con guardia attiva dalle 8 alle 20 e in regime di reperibilità dalle 20 alle 8. Il pronto soccorso si avvale di 7 medici, 4 anestesisti, 14 infermieri e 5 Oss.

 

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