Di Maria Lombardo

Una condanna di due anni sulla “testa” di Francesco Cannizzaro capogruppo della Casa delle Libertà in Consiglio regionale e richiesta da Antonella Crisafulli, accusato di corruzione elettorale aggravata dall’avere favorito un’associazione mafiosa. Ricordiamo che il processo è “tratto” dall’operazione dei Carabinieri

“ Ecosistema” secondo l’accusa ci sono stati coinvolgimenti di amministratori dei comuni di Melito Porto Salvo, Bagaladi, San Lorenzo, Bova Marina, Brancaleone e Motta San Giovanni nella gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani. L’inchiesta ha svelato il coinvolgimento dei Paviglianiti negli appalti dei rifiuti. Cannizzaro ha scelto il rito abbreviato, è stato chiamato in causa dal collaboratore insieme ad altri politici ed amministratori per una presunta richiesta di appoggio elettorale alle regionali del 2014.

L’accusa inoltre non è andata per il sottile chiedendo due anni per l’ex assessore regionale dell’Udeur Pasquale Tripodi per lo stesso capo di imputazione di Cannizzaro, mentre per il sindaco di Palizzi, Walter Scerbo, la richiesta è stata di sedici mesi di reclusione.

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