“Stige” I faraonici matrimoni di Mafia al castello “Flotta” di Mandatoriccio (Cs)

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Di Maria Lombardo

Banchetti e festeggiamenti nell’imponente Castello Flotta “offerti” dal cavaliere, il proprietario dell’imponente struttura sita a Mandatoriccio, nel Cosentino. È questo quanto emerge dall’ordinanza di misura cautelare dell’operazione “Stige” che ha portato all’arresto di 170 persone. «Censito un numero “impressionante” – scrivono inquirenti – di banchetti che, nel corso degli anni, sono stati organizzati da persone intranee al sodalizio Farao/Marincola o da loro congiunti».Questo risulterebbe anche dalle dichiarazioni del collaboratore Domenico Bumbaca che racconta – si legge ancora nell’ordinanza – di aver partecipato a Castello Flotta al ricevimento matrimoniale di una delle sorelle di Peppe Spagnolo, esponente della cosca Farao, per il quale Flotta non era stato pagato. «Il matrimonio è stato fatto là e Peppe non ha tolto un euro per il matrimonio, non l’ha pagato, è stato offerto da quello là il matrimonio. Stiamo parlando di un matrimonio che c’erano forse 500 persone». E ancora ribadisce in un altro interrogatorio: «Peppe Spagnolo mi ha detto che non avrebbe pagato nulla per il banchetto e si era limitato a portare il pesce ed il vino».Il cavalier Flotta, noto anche per le sue apparizioni nel fortunato programma televisivo “Il boss delle cerimonie”, è coinvolto anche per quanto riguarda la gestione di un credito. Giuseppe Farao, classe ’84 (figlio di Silvio) comunicava alla zio detenuto, Giuseppe, di aver pressato Nicola Flotta per avere denaro «…gli ho detto che…. gli ho detto chiaro, chiaro… gli ho detto vedi che i due anni sono passati da quando abbiamo parlato io, voi e lui, vi ricordate che lui ha detto due anni?… e che questi aveva “preso tempo” sino all’estate seguente…ora ha detto questa estate…». Farao Giuseppe (il detenuto) invitava il nipote – è quanto emerge dall’ordinanza – a richiedere il denaro con estrema cautela, quasi per non fare “rimanere male” lo stesso Nicola Flotta: «…perché se noi facciamo il conto di tutti i matrimoni… omissis… aspè fatti spiegare…tutti i matrimoni che abbiamo fatto… se avessimo dovuto pagare 50 euro, eh?…”omissis”…se avessimo dovuto pagare…».Sulla base di tali premesse, consigliava al nipote di non insistere, per evitare di deteriorare i rapporti, suggerendogli addirittura le parole che avrebbe dovuto dire «…gli devi dire vedi che ti ha mandato tanti saluti e basta, lui ti manda a dire di quello che tu… ti sente della famiglia… e basta…», escludendo l’uso della forza «…e così bene, però non forziamo perché… quando si tira assai la corda, come tante persone, poi si spezzava invece si deve mantenere… omissis…e così si fa, l’arroganza mettetevelo in testa che non serve…».

 

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