La Polizia di Stato di Vibo Valentia, a conclusione di complesse indagini condotte in collaborazione con la Questura di Catanzaro e con il Servizio centrale operativo e con il coordinamento dalla Procura antimafia di Catanzaro, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di oltre 30 persone.L’operazione è stata denominata “Rimpiazzo”. Le persone coinvolte nell’operazione sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso e concorso esterno in associazione mafiosa; estorsione, danneggiamento e rapina, aggravati dal metodo mafioso; detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, lesioni pluriaggravate, intestazione fittizia di beni, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Nell’operazione sono stati impiegati oltre 200 poliziotti a Vibo Valentia e altri nelle province di Reggio Calabria, Palermo, Roma, Bologna, L’Aquila, Prato, Livorno, Alessandria, Brescia, Nuoro, Milano e Udine.

L’operazione “Rimpiazzo” ha olpito in particolare il clan vibonese dei “Piscopisani”, riconducibile all’entroterra di Piscopio. La “locale di `ndrangheta” avrebbe posto in essere, a iniziare dal 2010, azioni tese a contrastare il predominio criminale della nota famiglia dei Mancuso, egemone da anni su Limbadi e su tutta la provincia di Vibo Valentia, con proiezioni sul territorio nazionale. Le attività investigative hanno permesso di scoprire una base operativa a Bologna, dove sono state già sequestrate armi, e collegamenti con Palermo, dove i Piscopisani “piazzavano” cocaina, già sequestrata durante le indagini. Di particolare rilievo investigativo, il fatto che l’organizzazione riuscisse a commerciare cocaina a Palermo, a dimostrazione del ruolo ormai egemone che la ‘ndrangheta svolge nel trattare grossi quantitativi di droga a livello internazionale, rifornendo anche territori dove sono presenti altre mafie.

Il nome del clan trae origine dalla piazza di Piscopio, frazione di Vibo Valentia, dove capi e gregari si riunivano per pianificare le loro azioni delittuose, lasciando a casa i telefoni cellulari, nel timore di essere intercettati.

Fra gli arrestati Michele Fiorillo, 33 anni, alias “Zarrillo” già condannato a 8 anni per l’operazione “Crimine” della Dda di Reggio Calabria, Benito La Bella, 31 anni, Nicola Barba, detto “Cola”, 67 anni, di Vibo Valentia, residente a Bivona, Giuseppe Salvatore Galati, 55 anni già condannato in “Crimine”, Salvatore Vita, 44 anni, di Vibo Marina già condannato per l’operazione “Lybra”, Rosario Battaglia, 35 anni, uno dei vertici del locale di Piscopio.

Il boss Mancuso

Non mancano anche esponenti del clan rivale dei Mancuso di Limbadi come Pantaleone “Scarpuni” e Cosmo Michele Mancuso.

Tra gli indagati anche due donne: Maria Concetta Fortuna, 61 anni, di Piscopio, e Sacha Fortuna, 40 anni, di Vibo, residente nel Bolognese. Una è a piede libero, l’altra in carcere. Una di queste era chiamata dagli affiliati della cosca “sorella omertà”. Centrale appunto il ruolo della donna, assisteva i familiari dei detenuti ed i latitanti, offrendo loro supporto in varie forme nei momenti di difficoltà.

Fondamentali le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Raffaele Moscato, Andrea Mantella e Daniele Bono, che avrebbero fatto luce su un giro di estorsioni, alcune delle quali messe in atto nei confronti degli imprenditori di Vibo Marina.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

Michele Fiorillo

Michele Fiorillo, 33 anni, alias “Zarrillo” di Piscopio;

Benito La Bella, 31 anni, di Piscopio;

Nicola Barba, 67 anni, di Vibo Valentia, residente a Bivona;

Giuseppe Salvatore Galati, 55 anni, di Piscopio;

Salvatore Vita, 44 anni, di Vibo;

Rosario Battaglia, 35 anni, ai vertici della locale di Piscopio;

Nazzareno Colace, 55 anni, di Portosalvo;

Angelo David, 36 anni, di Piscopio;

Ippolito Fortuna, 59 anni, di Vibo Marina;

Francesco Tassone, 42 anni, imprenditore agricolo residente a Vibo;

Giovanni Battaglia, 36 anni, di Piscopio;

Francesco Fortuna, 25 anni, di Vibo Marina;

Francesco D’Ascoli, 48 anni, di Piscopio;

Cosmo Michele Mancuso, 70 anni, di Limbadi;

Pantaleone Mancuso, 58 anni, detto “Scarpuni”, di Limbadi;

Stefano Farfaglia, 36 anni, di Piscopio;

Francesco Felice, 26 anni, di Piscopio;

Nazzareno Fiorillo, 54 anni, detto “U Tartaru”;

Pierluigi Sorrentino, 29 anni; di Piscopio;

Rosario Fiorillo, 30 anni, detto “Pulcino”, di Piscopio;

Maria Concetta Fortuna, 61 anni, di Piscopio;

Sacha Fortuna, 40 anni, di Vibo, residente nel Bolognese;

Nazzareno Fortuna, 30 anni, di Piscopio;

Giovanni Giardina, 41 anni;

Francesco La Bella, 46 anni, di Piscopio;

Mario Lo Iacono, 38 anni;

Nazzareno Pannace, 30 anni;

Francesco Popillo, 34 anni;

Francesco Romano, 33 anni;

Gaetano Rubino, 39 anni;

Michele Staropoli, 53 anni.

(FonteIacchitè)

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