Di Maria Lombardo

Il nuovo collaboratore di Giustizia della Piana di Gioia Tauro Giuseppe Dimasi ha fornito una piccola traccia per seguire le indagini su Maria Chindamo . Ricordiamo che la storia di questa donna scomparsa è avvolta nelle tenebre da oltre un anno e mezzo. La Chindamo è sparita il 5 maggio del 2016 nella zona di Nicotera, nel Vibonese. Il riferimento può essere qualificato, perché Dimasi ha deciso di collaborare con la giustizia dopo essere stato coinvolto nell’inchiesta “Lex”, con cui la Dda di Reggio Calabria ha disarticolato le cosche di Laureana di Borrello.
Lo stesso paese di cui è originaria Maria Chindamo. Dimasi afferma però non aver prestato giuramento alla n’drangheta: il rapporto fiduciario, soprattutto sotto il profilo economico e imprenditoriale, con Marco Ferrentino capo della cosca Ferrentino, egemone a Laureana di Borrello. Il pentito viveva a Voghera e lì ricostruisce gli affari delle cosche Chindamo e Ferrentino su quel territorio: il giovane, infatti, sarebbe stato un uomo a disposizione delle famiglie di Laureana di Borrello, con il compito di gestire in prima persona nell’interesse del clan l’impresa denominata “Dimasi Costruzioni di Lamanna Francesco”, con sede a Voghera,intestata fittiziamente – secondo i pm Gaetano Paci e Giulia Pantano – a Francesco Lamanna; con il ruolo di gestore in prima persona nell’interesse del clan della ditta “Dimafer di Ferrentino Francesco”, con sede a Voghera, che non avrebbe avuto una reale necessità operativa ma veniva utilizzata dalla cosca per acquisire determinati lavori e quale copertura per giustificare le entrate illecite della stessa ‘ndrina; con il compito di gestire la ditta di import-export di riso “United Seed’s Keepers S.r.L.”, riconducibile alla cosca, utilizzata, anche e soprattutto, per agevolare lo spaccio di droga anche a livello internazionale. In queste pagine esiste un passaggio davvero particolare riguardante la 44enne Maria Chindamo: “Con riferimento alla scomparsa di Mariella Chindamo, Marco diceva “secondo me gliel’hanno fatta pagare”, alludeva al fatto che la donna aveva avuto una relazione extraconiugale e il marito non accettando la separazione, si era suicidato”. Il “Marco” cui Dimasi fa riferimento altri non è se non Marco Ferrentino, considerato il vertice della famiglia mafiosa di Laureana di Borrello. Una eventuale confidenza del capoclan, dunque, potrebbe essere una traccia non di poco conto, dato che in quei luoghi non accadeva e non accade quasi nulla senza che la ‘ndrangheta non se sappia qualcosa.