-Editoriale- Quel bisogno di Riaffermare il diritto alla sacralità della famiglia

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Di Settimio Alò

In occasione del Family day organizzato a Verona questo fine settimana, ed in un panorama multietnico e multirazziale, dove il senso di appartenenza ad una comunità va sempre ridisegnato e ridiscusso, diventa imprescindibile il rapporto con “LA FAMIGLIA”. Necessario pertanto ridare vigore ed impulso a questa realtà riconsegnandola a quel ruolo umano Istituzionale che da sempre le appartiene. La famiglia come fulcro della collettività, depositaria dei valori, della cultura e della religiosità (o laicità) di un popolo nonché vera realtà educativa e formativa per la crescita morale dei figli, deve rimanere baluardo cardine della nostra Repubblica. Troppo spesso in virtù di errate ideologie e valutazioni si è rischiato di compromettere questo fondamentale equilibrio, lasciandosi trascinare da una pericolosa deriva. Urgente quindi: Riaffermare il diritto e la Sacralità della Famiglia, sostenendo l’importanza di “Difenderla” anche dal punto di vista legislativo dai sempre più frequenti attacchi che ne vogliono modificare gli assetti ribadendone la millenaria e naturale costituzione. Nel ricordo della celebrazione della memoria del beato papa Paolo VI il segretario di stato vaticano, card. Pietro Parolin, ha ricordato come ci sia stata “nel magistero del beato Paolo VI, un‘attenzione profetica per la famiglia, il matrimonio e ai coniugi stessi, uomo e donna, nella luce dell’amore e dell’apertura alla vita, in un’indissolubilità che proviene dalla sacralità stessa della persona e da un atto libero e responsabile degli sposi”. Già negli anni ’50, quando era arcivescovo di Milano, il card. Montini, aveva individuato i nodi centrali delle nuove problematiche che stavano investendo la famiglia, indicendo nel 1959 un Sinodo diocesano su ‘Matrimonio e Famiglia’, seguito, l’anno successivo, dalla Lettera pastorale ‘Per la famiglia cristiana’; ed eletto papa nel 1973 istituì il Comitato per la famiglia, che 10 anni dopo san Giovanni Paolo II lo trasformò in Pontificio Consiglio per la Famiglia. La Famiglia è la riproduzione del principio a due della manifestazione del principio primo, e può sussistere soltanto in presenza di un polo maschile e di un polo femminile, cioè di un uomo e di una donna. Nella comunità, nella Res Publica, la Famiglia è un nucleo minimo di Civiltà. Suo compito è rappresentare la creazione\rigenerazione dei figli, educarli in maniera sana ed obiettiva.In tutto questo, il sentimento centra poco o niente e ciò è OGGETTIVO. Non perché il sentimento non abbia la sua importanza, ma perché stiamo parlando di ambiti completamente diversi. Il Matrimonio, consapevolmente o meno, è un Rito che riguarda un Uomo ed una Donna, un Rito che viene perpetuato e rinnovato per tutta la vita. La legalizzazione di una convivenza è un fatto diverso e meramente civile, del quale si potrebbe discutere e per il quale le opinioni si sprecherebbero, ma non ha alcuna attinenza con ciò che è Religioso con ciò che è Famiglia strettamente intesa. Inoltre, il rispetto per l’omosessualità non può andare ad inficiare prerogative che rimangono legate alla funzione Sacra della Famiglia.

 

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